19 gennaio 2020
Aggiornato 16:30
Dominano la classifica, ma non sono tranquilli

Hamilton e Rosberg: «Ecco cosa deciderà il Mondiale. E il GP di Singapore»

Il duo della Mercedes è preoccupato delle partenze, che hanno rovinato parecchie gare per entrambi e che rischiano di diventare risolutive nella lotta per il titolo. Ma questo weekend a Marina Bay i problemi sono maggiori

La partenza del Gran Premio di Germania
La partenza del Gran Premio di Germania Mercedes

SINGAPORE – Almeno su una cosa, Lewis Hamilton e Nico Rosberg sono concordi: a decidere la loro battaglia per il Mondiale saranno molto probabilmente le partenze. Alla vigilia del Gran Premio di Singapore, solo due punti dividono i compagni di squadra della Mercedes. Ma entrambi, di punti e di potenziali vittorie, ne hanno buttati al vento parecchi per colpa dei loro scatti tutt'altro che fulminei. Le Frecce d'argento, infatti, sembrano aver pagato più di altri team il nuovo regolamento che da quest'anno mette le procedure di start interamente nelle mani dei piloti, senza aiuti elettronici. E l'ultimo a cui è stato presentato il conto è stato proprio il leader del Mondiale, che nella scorsa gara a Monza ha sprecato la sua pole position con un avvio al rallentatore. «Rischio di perdere il campionato per via delle partenze – ha ammesso Hamilton prima di iniziare il weekend di gara di Marina Bay – Guardate il numero di pole position che ho ottenuto e il numero di gare che ho perso al via. Si lavora per un intero weekend e talvolta le corse si decidono in due secondi». Un rischio al quale però neanche Rosberg si sente immune: «So bene che le partenze sono sempre una sfida – risponde il tedesco – Ho perso a Hockenheim e in Ungheria proprio per questo motivo, e le prossime gare non diventeranno più facili per noi, quindi decisamente ci dovrò fare attenzione. Ma ultimamente ho fatto delle belle partenze e mi sento bene al riguardo».

Incognita Singapore
Questo fine settimana a Singapore, però, in casa Mercedes c'è una questione ancora più urgente di cui occuparsi: risolvere quelle difficoltà di adattamento alla Montecarlo d'Asia che avevano reso nel 2015 questo Gran Premio il più difficile dell'anno per i campioni del mondo. «C'erano dei motivi ben precisi per cui non siamo stati veloci – confessa Rosberg, che però non vuole rivelare quali – Alcuni li abbiamo compresi, abbiamo apportato delle modifiche significative, perciò speriamo di migliorare di molto. Ma basterà per ribaltare il distacco di un secondo al giro che avevamo patito un anno fa? Non è facile rispondere». Gli fa eco Hamilton: «Non sono né ottimista né pessimista, non so come andrà questo weekend – afferma – L'anno scorso pensavamo che ci saremmo trovati bene e invece eravamo in ritardo di un secondo. Quest'anno abbiamo l'esperienza del 2015 dalla nostra parte e possiamo prepararci meglio. Non penso che avremo un secondo di ritardo, potremmo essere davanti, potremmo essere alla pari, potremmo essere indietro. Lo scopriremo solo domenica».