3 ottobre 2022
Aggiornato 23:30
Cessione Milan

Il vero obiettivo dei cinesi è quotare il Milan in borsa

Secondo Carlo Festa del Sole 24 Ore non dovrebbero esserci dubbi sul buon esito della trattativa, ma permangono diversi dubbi sulla composizione della cordata e sul reale obiettivo degli acquirenti cinesi. Il rischio è che possano voler comprare il Milan solo per quotarlo in Borsa e farne un grosso profitto.

MILANO - Dubbi sul buon esito dell’operazione che porterà alla cessione dell’Ac Milan ad una cordata di imprenditori cinesi ormai non sembrano esserci più. L’avvenuto pagamento della seconda tranche della caparra, avvenuto a inizio settembre entro i tempi concordati, ha di fatto calmato le inquietudini nell’universo rossonero. Ma restano ancora diversi dubbi sui termini effettivi di questa transazione, sull’identità degli investitori coinvolti, sul coinvolgimento del Governo di Pechino e sulle reali intenzioni del consorzio cinese, potenzialmente attratto dall’idea di acquistare il Milan solo per quotarlo in Borsa e farne profitto.
Carlo Festa, nel suo blog sul «Sole 24 Ore» ha provato a fare chiarezza: «Sarebbero, secondo quanto risulta a questa rubrica, in un conto all’Unicredit i 100 milioni di euro ricevuti da Fininvest come pagamento iniziale per l’acquisto del Milan dalla cordata cinese capitanata da Yonghong Li e Haixia Capital».

Il mistero sugli investitori
«Gli altri 400 milioni sono attesi da Fininvest entro novembre con la lista completa degli investitori, che al momento sarebbe ancora ignota pure alla holding di via Paleocapa. Quei 100 milioni, inoltre, sarebbero ormai vincolati a Fininvest anche in caso di fallimento dell’operazione. Ma come sta procedendo il closing? Secondo quanto indicato ieri dall’agenzia internazionale Bloomberg, ci sarebbero difficoltà a individuare gli investitori necessari a raccogliere gli ulteriori 400 milioni».

Il vero obiettivo dei cinesi
«Tanto che nella documentazione si farebbe riferimento, per invogliare gli stessi investitori a una valutazione futura pirotecnica del Milan (probabilmente in Borsa) di 2,9 miliardi e di un fatturato pronto a raddoppiare a 500 milioni. Ebbene, secondo quanto risulta a questa rubrica, in realtà la lista degli investitori sarebbe stata già individuata (sono 9 complessivamente) e pure l’impegno finanziario. Quindi l’operazione dovrebbe, tranne sorprese, andare in porto entro la scadenza autunnale».

Il coinvolgimento di Pechino
«Semmai, secondo quanto risulta a The Insider, il nodo da sciogliere è un altro. Al momento infatti non è dimostrabile un coinvolgimento diretto del governo di Pechino in quanto la stessa Haixia Capital (che è società semistatale) dovrebbe partecipare tramite un veicolo però sottoscritto da privati. Quindi l’unico soggetto direttamente in campo è Yonghong Li, un uomo d’affari abbastanza ricco, attivo con operazioni speculative sulle Borse asiatiche, ma non tanto ricco da poter spendere centinaia di milioni per il Milan. Quindi in definitiva i soldi dovrebbero arrivare da una lista di investitori semi-sconosciuti, senza nomi altisonanti: investitori che poi dovrebbero puntare a quotare il Milan in Borsa per guadagnare sull’investimento effettuato»

Da dove arrivano i soldi?
«Quindi in parole povere un’operazione finanziaria che potrebbe anche portare benefici al Milan, per carità, ma dove il grosso nodo resta sempre la provenienza di quei capitali. Il grosso problema, nell’economia globalizzata attuale, non è infatti trovare capitali, ma giustificare la provenienza di quei capitali. Non resta dunque che aspettare i restanti 7 nomi sui 9 totali (2 sono noti, cioè Yonghong Li e Haixia) per capire se le perplessità finanziarie sull’operazione siano o meno concrete».