27 settembre 2021
Aggiornato 09:00
Talento evergreen

Ma quanto va forte (ancora) Stoner sulla Ducati!

Il Canguro risale sulla Desmosedici e stacca tempi record a Misano. Di rivederlo in pista come pilota ufficiale non se ne parla, ma per lui sarebbe pronto un ruolo importante di supporto al futuro leader ducatista Jorge Lorenzo

Casey Stoner con Andrea Dovizioso
Casey Stoner con Andrea Dovizioso Ducati

MISANO ADRIATICO – L'ultima volta in cui l'avevamo visto salire in sella ad una Desmosedici GP fu proprio all'inizio della stagione 2016, in un test post-gara in Qatar peraltro condizionato dalla pioggia. L'ultima volta in cui calcò una pista europea risale addirittura al 2012, ultimo anno da pilota ufficiale Honda in MotoGP. Non c'è da stupirsi, insomma, se la due giorni di prove organizzata a Misano (pista che ospiterà il Gran Premio iridato a settembre e, questo weekend, la World Ducati Week del novantesimo anniversario della casa di Borgo Panigale) si è trasformata in un evento. E non solo per l'affetto e l'attenzione che i ducatisti purosangue non hanno mai smesso di tributare all'unico campione nella storia in grado di portarli sul tetto del mondo. Mentre sullo stesso circuito romagnolo girava anche la Aprilia (con il sorprendente debuttante Sam Lowes che l'anno prossimo farà il grande salto dalla Moto2 alla classe regina al fianco di Aleix Espargaro e con il collaudatore Mike Di Meglio impegnato a provare una nuova elettronica e un nuovo telaio), infatti, tutti gli occhi erano puntati sui cronometri che seguivano il Canguro giro dopo giro. Di riscontri ufficiali, naturalmente, manco a parlarne, ma ben informate voci di paddock giurano che i tempi staccati da Stoner siano stati di livello assoluto, addirittura un decimo sotto al primato del circuito stabilito nel settembre scorso da Jorge Lorenzo.

Al fianco di Por Fuera
Incredibile. O forse no, per i tanti tifosi e osservatori che ancora oggi sono convinti che il campione australiano abbia appeso il casco al chiodo decisamente troppo presto, e che ancora oggi sia in grado di mettere alla frusta la moto rossa ancor meglio dei due titolari Andrea Iannone e Andrea Dovizioso. Le indiscrezioni, le offerte o le semplici speranze di rivedere Casey sulla griglia di partenza di un Gran Premio iridato, del resto, si sono susseguite a tamburo battente negli ultimi mesi. Lui, però, le ha sempre cortesemente respinte con il solito ritornello. Difficile pensare che, perfino di fronte alla conferma di non aver perso la sua assoluta competitività durante questi ultimi anni di inattività, oggi abbia cambiato idea. Quello che non si può escludere, tuttavia, è che voglia assumere un ruolo via via più attivo di quello di semplice testimonial e collaudatore di lusso garantitogli dal contratto firmato con Ducati nell'inverno scorso. L'anno prossimo, infatti, sarà quello dell'atteso salto di qualità per la Rossa, con l'arrivo di Jorge Lorenzo. Che, lasciato buona parte del suo staff alla Yamaha, dovrà ricostruirsi attorno una squadra quasi ex novo. A partire da quella figura di coach esperto che proprio Valentino Rossi ha riportato d'attualità quest'anno ingaggiando Luca Cadalora. Nel caso di Por Fuera da tempo si parla della possibilità che questo posto venga assegnato all'amico e anti-valentiniano doc Max Biaggi (una «possibilità», ha ammesso lui). Ma la mano di un collega che conosce bene il mezzo e le dinamiche del team come Casey Stoner sarebbe quantomai gradita. «Non ho smesso di pensarci – ha dichiarato Lorenzo al quotidiano sportivo spagnolo Marca lasciandosi scappare un sorriso – Non credo che sia fondamentale, ma a volte può essere di aiuto. Fui già tra i primi ad avere un figura tale con Debon e poi Zeelenberg e ora saranno altri a beneficiare di questo ruolo. Che lo abbia o meno, è uguale, vedremo». Se non riusciremo a vedere il dream team Lorenzo-Stoner in pista, dunque, chissà che non potremo ammirarlo al lavoro almeno sul muretto dei box.