28 settembre 2021
Aggiornato 17:30
Calcio

Albertosi sul Milan: “Berlusconi deve vendere al più presto”

L’ex portiere rossonero spinge per una cessione immediata delle quote di maggioranza di una società sempre più in difficoltà

MILANO - Settimane di passione per i tifosi del Milan che incrociano le dita in vista del 15-20 giugno, ovvero quando si saprà qualcosa di più riguardo la cessione (possibile) della società da Silvio Berlusconi alla cordata cinese che ha il mandato di esclusiva per l’acquisto. Il timore di ogni sostenitore rossonero è che alla fine l’attuale presidente non molli l’osso e lasci tutto com’è ora, ovvero resti al timone di un club sull’orlo del fallimento tecnico e in una situazione irrecuperabile se non con un passaggio di proprietà. Enrico Albertosi, ex portiere del Milan negli anni settanta, ha provato a fare il punto sulla complicata gestione della società milanese: «Se Berlusconi non ha più l’intenzione e le possibilità di investire è giusto che venda - afferma l’ex calciatore - e da quello che sento, il presidente non è più disposto a spendere molti soldi, mentre i cinesi che sanno trattando l’acquisto della società vorrebbero investire pesantemente, per cui non vedo per quale motivo si dovrebbe rinunciare a questa trattativa. Inoltre ritengo che si dovrebbe giungere ad una conclusione in breve tempo perché il Milan è già in forte ritardo sul mercato e sulla pianificazione della prossima stagione, soprattutto rispetto alle altre squadre della serie A che hanno già mosso passi rilevanti sul mercato. Il Milan tutto italiano? E’ un progetto interessante, ma difficile da applicare così all’improvviso, i rossoneri rischierebbero altri anni di insuccessi e la paura dei tifosi è più che giustificata».

Vendere ad ogni costo

Poche frasi ma riassunto perfetto dei concetti basilari in questa lunga, triste e drammatica situazione: il Milan è a un bivio, da una parte la certezza di rimanere nella mediocrità degli ultimi anni e forse di peggiorare ancora (con Berlusconi ancora presidente), dall’altra la prospettiva e l’ambizione di tornare ad alti livelli con investimenti massicci ed una ristrutturazione societaria di cui il Milan oggi ha vitale bisogno. Del Milan giovane ed italiano, poi, nessuno ha fiducia, perché non sono decisioni che si possono prendere e mettere in atto dall’oggi al domani, ma vanno pianificate, ci vogliono gli uomini giusti per applicarle, ci vuole chiarezza con i tifosi, avvisandoli che una qualificazione alla Coppa Uefa sarebbe il massimo traguardo possibile. Tutte caratteristiche che il Milan non ha più, per cui il Milan italiano non sarebbe altro che la soluzione a basso costo di una società ormai impotente, pronta per un’avventura in serie B che i tifosi sognano la notte nei loro peggiori incubi. La cessione di almeno il 70% delle quote di maggioranza, consentirebbe ad una nuova proprietà di investire denaro liquido nelle esangui casse milaniste e versarne altro nel calciomercato (e lo farebbero, perché nessuno spende 700 milioni di euro per lasciare un club nelle mediocrità), al fine di ridar luce all’opaco Milan attuale. La Cina chiama, Berlusconi che fa?