17 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Cede, anzi no, o forse sì

Cessione Milan: Berlusconi ci ripensa, o forse no

Continua ad esserci grande confusione attorno alla trattativa che dovrebbe portare alla cessione del 70% del pacchetto azionario rossonero ad una cordata di imprenditori cinesi. Le recenti parole di Berlusconi farebbero pensare ad un ripensamento, ma Galatioto ribadisce: «Non ci sono problemi, andiamo avanti».

MILANO - Cede, anzi no, o forse si. Alzi la mano chi ci sta capendo qualcosa circa le reali intenzioni di Silvio Berlusconi riguardo la cessione del pacchetto di maggioranza dell’Ac Milan ad una cordata di imprenditori cinesi rappresentata dall’advisor italo-americano Sal Galatioto. Da un paio di settimane a questa parte non passa giorno senza qualche dichiarazione del numero uno rossonero sulla faccenda. Con la differenza che mentre nei primi giorni abbiamo ascoltato sempre le stesse parole, ribadite con stucchevole ripetitività fino allo sfinimento, negli ultimi giorni Berlusconi ha alzato il tiro mirando ad altezza d’uomo. Anzi, di cinese.

Berlusconi show
Prima i dubbi sulle reali intenzioni degli investitori asiatici, ricchi si ma colpevoli - secondo il presidente del Milan - di non aver ancora offerto tutte le garanzie richieste sugli investimenti negli anni a venire (Berlusconi pretende almeno 100 milioni a stagione per il miglioramento della rosa); poi addirittura l’uscita sui comunisti cinesi che mangiano i bambini, una gag da avanspettacolo talmente ridicola nella sua insensatezza che meriterebbe di non essere neppure commentata.

Galatioto: «Tutto ok»
Se non fosse che dietro le parole di un personaggio tanto volubile come Silvio Berlusconi c’è sempre il pericolo che possa nascondersi qualcosa. Tipo ad esempio la convinzione - contro tutto e contro tutti - di voler tenere per sé il giocattolo Milan e rimandare a casa i «mangiabambini» a mani vuote.
A ricomporre la faccenda ha pensato l’uomo d’affari Galatioto, protagonista in prima persona nella trattativa per conto della misteriosa cordata asiatica, che ha rispedito al mittente ogni insinuazione di un possibile ripensamento di Berlusconi: «Non ci sono problemi con il presidente del Milan. Andiamo avanti».

Ancora nessuna conferma
A turbare i sonni del depresso popolo rossonero è il velo di mistero calato da Galatioto e da Fininvest su questi fantomatici nuovi acquirenti. Nelle ultime settimane abbiamo letto e scritto di Jack Ma, Robin Li, Hui Ka Yan, He Xiangjian e Eric Xu, del fondo immobiliare China Fortune Land Development e di quello Evergrande, tutti grossissimi nomi dell’economia e finanza asiatica; ma dietro la raffica di avventate ipotesi, ancora nessuna conferma. 

Kweichow Moutai, nome nuovo
E tanto per non farci mancare nulla, da oggi possiamo annoverare alla lista di potenziali imprenditori interessati al Milan anche la Kweichow Moutai. Secondo quanto riferisce chinadaily.com, infatti, nella cordata cinese interessata al Milan ci sarebbe pure l’azienda leader nella produzione di liquori in Cina, un’impresa di proprietà statale guidata dal presidente Yuan Renguo. 

Il dubbio però è sempre lo stesso: Berlusconi vorrà vendere per davvero?