20 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Calcio - Serie A

Milan, Berlusconi a cena con Brocchi: è addio a Mihajlovic

Il presidente onorario del club convoca ad Arcore Galliani e il tecnico della Primavera, mentre Mihajlovic è ormai ad un passo dall’esonero. Resta da capire come i tifosi rossoneri prenderanno la notizia, ma ancora una volta Berlusconi è riuscito a sorprendere tutti. E non positivamente.

MILANO - È stata fatale a Sinisa Mihajlovic la sconfitta rimediata sabato sera a San Siro contro la Juventus. Secondo quanto si è appreso in serata, Silvio Berlusconi, dopo una lunga meditazione, ha preso il coraggio a due mani e ha convocato ad Arcore il fido Galliani e il tecnico della Primavera Cristian Brocchi. La cena a Villa San Martino sarebbe durata oltre tre ore e tra i presenti c’era anche il vice di Brocchi, Lazzerini. Un’ennesima conferma del clamoroso ribaltone che sta prendendo corpo a Milanello.

Esonero al telefono

Contemporaneamente, approfittando dei due giorni di riposo concessi alla squadra, Sinisa Mihajlovic si è recato a Roma, dove vive la sua famiglia e nel tardo pomeriggio avrebbe ricevuto da Galliani la chiamata definitiva: la sua lettera di esonero pare già pronta su una scrivania della sede del club in via Aldo Rossi.

Le parole al vento di Berlusconi

Insomma ancora una volta Silvio Berlusconi è stato costretto a rimangiarsi quanto affermato non più tardi di una settimana fa, quando dichiarò senza tema di smentite che il futuro del tecnico serbo si sarebbe deciso a fine stagione e che solo la finale di Coppa Italia ne avrebbe decretato la conferma o l’esonero. 

La rabbia dei tifosi

Decisive per le sorti di Mihajlovic le ultime devastanti 5 partite, nel corso delle quali il Milan ha rimediato appena 2 pareggi e 3 sconfitte, sancendo in maniera definitiva la rottura tra il tecnico e la proprietà.

Ora si attende con curiosità l’ennesimo nuovo corso del Milan nelle mani di Cristian Brocchi, quarto allenatore negli ultimi tre anni rossoneri. Non siamo ai record di Zamparini, ma poco ci manca.

Di sicuro il popolo milanista non accetterà di buon grado la decisione e si prevede una lunga contestazione che di certo non porterà serenità in un ambiente minato da continue polemiche e decisioni scellerate in serie. Ma ormai questo è il Milan, sono finiti i tempi del club più titolato al mondo.