25 settembre 2020
Aggiornato 18:30
L'opinione del tecnico

«Schumi aveva ragione: Vettel è un fenomeno»

Parola di Jock Clear, che fu ingegnere del leggendario campione tedesco alla Mercedes e che ora è passato ai grandi rivali della Ferrari: «Seb è incredibilmente attento al dettaglio, porta tutto il team a dare il massimo»

MARANELLO – Michael Schumacher ci ha sempre visto giusto. Non solo nel ruolo di pilota: «Michael ha sempre elogiato Sebastian. E aveva assolutamente ragione». A parlare è uno che Schumi lo conosce bene, avendoci lavorato fianco a fianco nella sua seconda vita sportiva, alla Mercedes, fino a quando il leggendario campione tedesco decise il suo definitivo ritiro dalle corse. E che oggi conosce bene anche Sebastian Vettel, con cui sta collaborando proprio alla Ferrari: «Ora che lavoro con Sebastian alla Ferrari, posso confermare che nulla di ciò che Michael diceva di lui era esagerato», conferma ai microfoni della rivista specializzata austriaca Speed Week. Jock Clear, uno degli ingegneri più stimati della Formula 1, è l'ultimo grande acquisto della Rossa di Maranello, che lo ha strappato proprio ai diretti rivali della Mercedes. Dopo un anno sabbatico forzato dalle clausole di non concorrenza del suo precedente contratto con le frecce d'argento, a partire dal Gran Premio d'Australia dello scorso weekend ha finalmente preso il suo posto al muretto del Cavallino rampante, dove gestirà le operazioni in pista.

Un vero leader
In altre parole, cercherà di mettere Vettel nella condizione migliore per realizzare le grandi aspettative riposte in lui: quelle di far rivivere la gloriosa era Schumi. «È in particolare l'incredibile attenzione al dettaglio di Seb che fa sì che tutto lo staff dia il proprio massimo, e che porta avanti il team – prosegue il tecnico inglese – Il suo contributo non ha prezzo, ed è esattamente la natura del suo lavoro a fare la differenza tra un quattro volte campione del mondo e gli altri piloti nella pit lane». Dopo la sua prima gara in rosso, insomma, Clear si dice soddisfatto e ottimista: non solo per essere ritornato al lavoro in F1 dopo un lungo anno di pausa, ma anche perché nella prestazione della nuova SF16-H ha visto dei segnali promettenti per il resto della stagione: «Non è facile passare dall'essere presente ad ogni gara per 21 anni a ritrovarsi improvvisamente seduto a casa, sul sofa, e costretto a guardare i Gran Premi in televisione – ha ammesso sorridendo – Ho trovato impressionante anche quanto rapidamente si perda l'abitudine alla velocità di decisione che è richiesta in F1. Sto ancora riprendendo il ritmo: le qualifiche e la gara sono state uno shock. Fortunatamente ho delle persone grandiose intorno a me». Forse anche questa sua perdita di abitudine ha influito nell'errore strategico costato la gara alla Ferrari: la scelta di montare le gomme supersoft invece delle medie per cui ha correttamente optato la Mercedes alla ripartenza dopo l'incidente di Alonso. Poco male: come dice il proverbio, sbagliando s'impara. Nessuna conseguenza, invece, per il guasto al turbo che ha costretto al ritiro Kimi Raikkonen: si è trattato di un surriscaldamento, e non di un problema dovuto alla costruzione del motore.