30 settembre 2020
Aggiornato 12:00
Le impressioni dei rivali di Valentino

Lorenzo ancora imprendibile, gli altri alla rincorsa

Davanti a tutti c'è sempre il campione del mondo in carica. A lui riesce ad avvicinarsi solamente la Suzuki, poi non troppo distanti ci sono le Ducati. E le Honda? Sempre più distanti, sempre più in difficoltà

LOSAIL – Terza ed ultima tornata di test pre-campionato della MotoGP. Dopo Malesia e Australia tocca al Qatar, dove si correrà anche la prima gara del Mondiale tra due settimane. E il copione, più o meno, è sempre lo stesso. Lì davanti a tutti ci sono le Yamaha, in particolare quella del campione del mondo Jorge Lorenzo. Come in matematica, invertendo l'ordine dei fattori, il risultato non cambia: «Questa pista è diversa da Phillip Island ma molto simile a Sepang e anche io ho avuto lo stesso feeling – racconta a fine giornata Por Fuera – A differenza dell'Australia, qui il meteo è stato buono, anche se dalle nove in poi la pista è calata e ci siamo fermati. Ma siamo comunque riusciti a migliorare più degli altri: la Yamaha si è di nuovo adattata bene alle Michelin e ho staccato il mio miglior tempo con una gomma che aveva già fatto venti giri. Il lavoro da fare è molto per tutti, ma soprattutto per gli altri: noi non andiamo tanto male». A fine giornata sulla M1 del maiorchino sono anche spuntate delle strane alette all'anteriore: «Stiamo ancora sperimentando, ma non cambiano poi molto la prestazione della moto».

Suzuki e Ducati inseguono
L'unico pilota in grado di inserirsi in mezzo alle Yamaha è stato ancora una volta la sorpresa Maverick Vinales, su Suzuki: «Jorge è andato fortissimo, ma noi ce la siamo cavata bene, per essere il primo giorno – racconta – Con il vecchio telaio vado più forte, ma con quello nuovo, che è solo alla sua seconda prova, ho girato a lungo per raccogliere informazioni, e abbiamo fatto un bel passo avanti». Dietro al trio Lorenzo-Vinales-Rossi si piazza la raffica delle Ducati, partendo da quella di Iannone: «Tutto sommato è stata un'ottima giornata – conferma il Maniaco – Non abbiamo lavorato molto sulla moto ma ho girato molto, acquisendo nuove informazioni». Anche la Rossa conferma la difficoltà che stanno incontrando un po' tutte le case: essere competitivi con le gomme Michelin fin dai primi giri. «Il mio miglior giro è arrivato dopo venti giri con lo stesso pneumatico – rivela il suo compagno di squadra Andrea Dovizioso, oggi settimo (mentre Iannone ne ha dovuti attendere ben 26) – Questo vuol dire che c'è margine, ma anche che con la gomma nuova non abbiamo tutto sotto controllo. Dobbiamo ancora capire come gestirla, perché non è facile portarla al limite. Inoltre ogni volta che andiamo su una pista diversa noi piloti dobbiamo riadattarci rispetto agli anni scorsi, cambiare le traiettorie e i punti di frenata».

Honda in crisi nera
Discorso diverso per la Honda, ancora alle prese con problemi tutti suoi. «È stata una giornata difficile – confessa Marc Marquez, solo decimo – Speravamo di fare meglio, ma questo è un altro circuito che non ci favorisce. In frenata e in inserimento curva mi difendo, ma è a centro curva, in accelerazione e soprattutto in uscita che soffro di più. Rispetto ai test in Malesia con la nuova elettronica non mi trovo male, ma è il telaio che dobbiamo migliorare, perché è ancora lontano da dove vorremmo arrivare». E i giorni di prove a disposizione per risolvere queste difficoltà cominciano ormai a scarseggiare.