29 marzo 2020
Aggiornato 14:30
Parla l'«assassino col maglione»

Marchionne fa sul serio: «Ecco i soldi, ora vincete»

Alla cerimonia di quotazione della Ferrari alla Borsa di Milano, il presidente traccia con chiarezza gli obiettivi sportivi per la nuova stagione: «Gli investimenti ci sono, ora l'unico obiettivo è riprendersi il titolo mondiale di Formula 1»

MILANO«Abbiamo investito quanto ci ha chiesto Arrivabene per tornare al vertice. Ora la Ferrari deve vincere il titolo mondiale». Sergio Marchionne parla alla Sergio Marchionne. Diretto, deciso, senza mezzi termini. E pazienza se le sue dichiarazioni vengono lette come una strigliata alla squadra, un tentativo di mettere pressione al suo team principal, che viene chiamato in causa in prima persona. La giornata è di quelle campali: la cerimonia di quotazione del Cavallino rampante al Palazzo della Borsa di Milano. E dunque nessuno dei membri della squadra può permettersi di allontanare lo sguardo dagli obiettivi categorici per il 2016. Figuriamoci il padrone di casa: «È iniziato l'anno del ritorno in vetta – proclama il presidente – La squadra c'è, è forte e coesa, ci manca poco per arrivare al livello degli avversari. E gli investimenti non mancheranno. Siamo consapevoli di avere avversari forti, ma non li temiamo. Stiamo lavorando tanto e con la giusta cattiveria agonistica, per presentarci in Australia come la squadra da battere. Non possiamo fare altrimenti, se vogliamo rispettare la nostra storia di team più vincente nella storia della Formula 1. Abbiamo fatto gli investimenti necessari, possiamo contare su due piloti campioni del mondo e abbiamo le persone giuste in ogni reparto per raggiungere l'unico vero obiettivo: riportare il titolo a Maranello. Investimenti che non faremo mai mancare al prodotto e all'azienda in generale».

Frecce d'argento nel mirino
Una vera e propria dichiarazione di guerra, insomma, quella che Marchionne lancia ai rivali numero 1: la Mercedes. Con il suo piglio inconfondibile, un vero e proprio marchio di fabbrica, che in Italia già conosciamo bene da tempo e che anche nel circus della Formula 1, in una sola stagione, ormai tutti hanno imparato. Tanto da averlo ribattezzato «l'assassino cpl maglione». Ora, ciò che rimane è portare a termine il suo delitto perfetto: «La performance è un fatto fondamentale sul quale abbiamo investito parecchie risorse – prosegue nel suo discorso a piazza Affari – Sono sicuro che il lavoro fatto nel 2015 da Maurizio Arrivabene e da tutta la squadra è una base eccezionale per avere una stagione di successo nel 2016. Ci stiamo basando sui dati, quello che non sappiamo è cosa ha fatto la concorrenza. Toto Wolff dice che saremo la squadra da battere, ma io credo di più a Niki Lauda che dice che la Ferrari è ancora dietro rispetto alla Mercedes. Vedremo tutto a marzo in Australia. La prima gara è importante per capire a quale livello siamo come competitività. Vincere lì sarà importante: capisco la difficoltà del circuito che non è ideale per noi, ma dobbiamo confrontarci subito con i tedeschi e cercare di colmare le differenze».

La squadra esegue
E il team principal Maurizio Arrivabene, l'uomo che lo stesso presidente ha più volte nominato nel suo discorso, confermandogli la fiducia ma anche gli imprescindibili risultati da raggiungere nel 2016? Ha risposto senza tirarsi indietro: «Nel momento in cui scenderemo in pista capiremo a che punto siamo e se sia il caso di essere ottimisti. È importante vedere a che punto sono gli avversari, lo vedremo ai primi test di Barcellona. Marchionne è il presidente ed è giusto che sia lui a fissare gli obiettivi, io devo raggiungerli». E se lo dicono loro...

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