19 gennaio 2020
Aggiornato 07:30
Il lato positivo

Arrivabene: «La Ferrari ha toccato il fondo. Ma ha imparato la lezione»

Il team principal della rossa di Maranello fa il punto sul disastroso Gran Premio del Messico, concluso con un doppio ritiro che non si verificava da nove anni. Ma anche sugli insegnamenti costruttivi che la scuderia porta a casa da questo momento difficile

ROMA – Era dal Gran Premio d'Australia del 2006 che la Ferrari non rientrava a casa da una gara con un doppio ritiro. Allora i due piloti erano Michael Schumacher e Felipe Massa; stavolta, in Messico, è toccata a Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen: il primo vittima di uno schianto contro le barriere, il secondo contro Valtteri Bottas. Un risultato disastroso, frustrante, che lo stesso team principal Maurizio Arrivabene non esita a definire come il punto più basso di questa stagione altrimenti promettente: «In questa stagione eravamo già riusciti a toccare il cielo, stavolta abbiamo toccato il fondo», commenta il numero uno sportivo della rossa.

Un insegnamento per il futuro
Ma Arrivabene è anche abituato a trarre gli insegnamenti positivi perfino dai momenti più difficili: «Questa è una lezione di umiltà di cui fare tesoro e che penso servirà ad unire ancora di più la squadra e rafforzare il carattere di tutti noi – prosegue il manager bergamasco – Avevo già visto ieri come questa squadra sa reagire, quando c’era stato bisogno di sostituire motore e cambio in tempi record. Oggi non dobbiamo puntare il dito contro nessuno, siamo un team, si vince e si perde insieme. Ho solo un po’ di rammarico perché il nostro passo gara era veramente buono: guardando il cronometraggio dal muretto box ero molto contento, anche se mi preoccupava la chance di pioggia che poteva essere un problema. Ma le corse sono fatte così e ci sono anche le giornate storte». Il team principal non vuole dare la colpa al proprio pilota nemmeno per quanto riguarda lo scontro tra Raikkonen e Bottas, il secondo tra di loro nelle ultime tre corse: «Entrambi sono stati incidenti di gara – afferma – È accaduto in Russia, è accaduto qui: questa è la Formula 1. La cosa più importante è la sicurezza, ovvero che nessuno si sia fatto male. Gli incidenti fanno parte dello spettacolo e non intendo puntare il dito contro nessuno».

Rosberg è ancora nel mirino
Lo scivolone messicano, insomma, non deve mettere in ombra quanto di buono la Ferrari è stata in grado di realizzare nel corso del 2015. Al contrario, deve essere l'occasione per ripresentarsi al via delle ultime tre gare della stagione con ancor più fame di riscatto e di risultati, a caccia di quel titolo di vicecampione mondiale che Sebastian Vettel continua a contendere a Nico Rosberg: «Questo non cambia i nostri obiettivi – sostiene Maurizio Arrivabene – visto che la matematica dà ancora a Seb la possibilità di scavalcare Rosberg in classifica e a Kimi di fare la stessa cosa con Bottas».