29 novembre 2021
Aggiornato 10:30
Verso l'addio?

E se Fernando Alonso lasciasse la Formula 1?

Il campione asturiano, frustrato dalla scarsa competitività della sua McLaren-Honda e dai regolamenti bloccati, accarezza l'idea di passare ad un'altra categoria dell'automobilismo: magari la 24 Ore di Le Mans

ROMA – Fernando Alonso sembra ormai sull'orlo di una crisi di nervi. Un giorno esprime ottimismo per la crescita della sua McLaren: «Non siamo ancora al punto in cui vorremmo, ma i risultati in Ungheria dimostrano che andiamo nella direzione giusta. Non vedo l'ora che arrivi la seconda metà della stagione, penso che vedremo ulteriori progressi». Il giorno dopo dichiara di voler addirittura lasciare la Formula 1: «Amo l'automobilismo, tutte le categorie. Per me il progetto della McLaren-Honda è fantastico e mi dà grande motivazione. Il mio primo go-kart era una replica della McLaren-Honda e ora sono nella macchina vera. Perciò mi sto godendo questo ritorno alla competitività partendo da zero. Ma è vero che la Formula 1 non è la stessa che in passato e non è nemmeno così emozionante guidare queste monoposto appena di due o tre secondi al giro più veloci di una GP2. Senza test, con queste gomme, con queste limitazioni e con il calendrio dell'anno prossimo... sì, sono tentato dalle altre categorie, è vero».

Crescente frustrazione
Potremmo dunque vedere il campione asturiano lontano dalla massima Formula nel 2016? Il rischio si è corso già in questa stagione quando, dopo l'addio alla Ferrari, 'Nando' aveva accarezzato l'idea di un anno sabbatico per dedicarsi alla 24 Ore di Le Mans con la Porsche (al suo posto ci ha corso un altro pilota di F1, Nico Hulkenberg, riuscendo anche a vincere). Poi lo spagnolo ha cambiato idea e invece ha firmato un contratto triennale con la McLaren, che lo ha reso il pilota più pagato della Formula 1 odierna: non c'è da stupirsi, dunque, quando parla della «grande motivazione» che lo lega alla sua attuale squadra. Eppure i tifosi italiani sanno, perché lo hanno vissuto in prima persona durante i suoi anni a Maranello, quanto Alonso sia anche un uomo fragile, umorale, addirittura lunatico. Quando tutto va bene, in gara tira fuori una grinta senza uguali; quando le cose iniziano a girare storte, si demoralizza e non riesce più a tirare fuori il meglio di sè. Indubbiamente è quello che sta accadendo in questa annata, in cui il pilota spagnolo si ritrova costretto ad arrancare nelle retrovie con un motore che si rompe una gara sì e l'altra no, mentre vede la sua ex macchina, la Ferrari, tornare alla vittoria.

Regolamenti insoddisfacenti
È per questo che Alonso sta pensando seriamente a mollare tutto e a ricostruirsi una carriera in un altro campionato. Per questo, ovviamente, e per i regolamenti che ingabbiano la F1 di oggi: «Credo che Fernando condivida la mia frustrazione – ha commentato Ron Dennis, il grande vecchio della McLaren – quella di non poter provare quando non si è competitivi. Così è molto più difficile migliorare le prestazioni sia del motore che della vettura. Non è di questo che è fatta la Formula 1. La F1 è fatta di competizione, non di handicap. E l'handicap più perverso è proprio l'assenza di test». La Federazione ne tenga conto, nel ripensare le regole dal 2017 in poi. Altrimenti, avrà sulla sua coscienza anche la colpa di aver portato al ritiro di uno dei piloti più talentuosi della sua generazione.