14 ottobre 2019
Aggiornato 07:00

Jérôme Champagne: «Devo decidere se candidarmi»

L'ex dirigente FIFA: «Non vedo candidature universali. Il potere della Fifa è in mano alle confederazioni e siamo stati troppo rapidi a condannare la Fifa per crimini commessi da loro»

GINEVRA (askanews) - «Non ho ancora deciso se candidarmi o meno. Dimessosi Blatter sono fioccate le candidature ma non vedo nessuno che abbia una visione del calcio universale». Parola di Jérôme Champagne, 56 anni, francese, alto dirigente della Fifa per undici anni e uno degli avversari della presidenza Blatter prima di decidere il ritiro della candidatura. «Sono rimasto sorpreso dalle dimissioni di Blatter - ha detto in una intervista realizzata in Svizzera da Sky Tg24 - e dispiaciuto per la sua uscita di scena. Questa crisi ha problemi sistemici. Il potere della Fifa è in mano alle confederazioni e siamo stati troppo rapidi a condannare la Fifa per crimini commessi da loro».

Anche sulla mazzetta del Sudafrica da 10 milioni di dollari Champagne dice la sua: «Si tratta di informazioni pubblicate già in passato. Mbeki ha già detto in passato di aver dato soldi perché tutta l'Africa beneficiasse dei Mondiali. Non è una storia scoperta adesso. Si possono avere dei dubbi sul meccanismo finanziario ma aspettiamo l'inchiesta. In dittatura uno è colpevole fin quando non mostra la sua innocenza. In democrazia è esattamente il contrario. Lasciamo lavorare gli inquirenti, io sono tranquillo». Nega di aver mai preso mazzette: «Per avere corrotti ci vogliono dei corruttori. Una volta mi offrirono un week end gratuito a me ed alla mia famiglia. Risposi di no. Da allora non sono più tornati».

Sulla sua candidatura, infine, dice: «Sto riflettendo, non ho ancora deciso. Una volta dimessosi Blatter le candidature sono fioccate ma nessuno mi convince. Servirebbe un dibattito. Io dico solo che non possiamo permetterci diseguaglianze come in Brasile che ogni anno perde 1000 giocatori o l'Africa che perde talenti per le squadre europee che non danno nulla. Il calcio non è più G7 è un G20 e non vedo candidati che abbiano una visione universale».