14 luglio 2020
Aggiornato 22:00
Il caso

Pistorius sarà scarcerato il 21 agosto

L'atleta sarà messo in libertà vigilata. Intanto oggi i giudici hanno fissato per novembre il riesame del processo in appello su richiesta della procura che ha considerato troppo lieve la pena.

JOHANNESBURG - L'atleta paralimpico Oscar Pistorius, condannato a cinque anni di reclusione per aver ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp il 14 febbraio 2013, potrebbe essere messo in libertà vigilata il 21 agosto. Lo ha dichiarato un responsabile dei servizi penitenziari. «Raccomandiamo che sia messo in libertà vigilata il 21 agosto», ha spiegato all'Afp Zach Modise, commissario dei servizi penitenziari del Sudafrica. «La commissione delle libertà prenderà una decisione la settimana prossima», ha aggiunto.
Se sarà positiva, Pistorius, come previsto dalla legge, uscirà dal carcere per buona condotta dopo 10 mesi. L'atleta è infatti rinchiuso nel penitenziario Kgosi Mampuru II di Pretoria dallo scorso 21 ottobre.

Processo a Pistorius esaminato in appello a novembre
Il processo di Oscar Pistorius sarà esaminato in appello a novembre su richiesta dell'accusa che milita per un verdetto più pesante. Lo si è appreso da fonti giudiziarie.
«Nessuna data precisa è stata fissata per il momento, ma possiamo confermare che l'appello si terrà a novembre di quest'anno», ha dichiarato all'Afp la Corte d'appello suprema del Sudafrica.

La procura sudafricana aveva presentato richiesta di appello tanto nei confronti del verdetto che della sentenza. Il processo sarà riesaminato unicamente sulla base del diritto; si tratta di una procedura scritta che non prevede una nuova convocazione di testimoni.
L'atleta, soprannominato «Blade Runner», si è sempre difeso affermando di aver ucciso la fidanzata per errore, scambiandola per un ladro: il tribunale ha sostenuto di non avere elementi sufficienti per respingere questa versione e lo ha condannato per «omicidio colposo».
La procura sostiene, da parte sua, che la legge è stata male interpretata e che Pistorius avrebbe dovuto essere condannato per omicidio e quindi ad una pena ben più pesante. La questione è di accertare se l'atleta era consapevole o meno che poteva uccidere quando ha crivellato di colpi la porta del bagno.