13 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Hamilton, la crisi è durata solo una gara: riecco il cannibale

Una vittoria scacciafantasmi quella nel Gran Premio del Canada, per il campione del mondo e la Mercedes. «Penso che ne avessi davvero bisogno», ammette lui. «Visto che non siamo sempre degli idioti?», scherza il team principal Toto Wolff

MONTREAL «Visto che non siamo sempre degli idioti?», ci scherza su il team principal Toto Wolff. «Un weekend perfetto: lo shock di Monaco è passato», tira un sospiro di sollievo il presidente Niki Lauda. Perché la verità vera era questa: vanno bene le dichiarazioni spaccone della vigilia, ma serviva una doppietta come quella del Gran Premio del Canada per spazzare via i fantasmi dell'autogol monegasco. «Da un fine settimana come quello di Montecarlo – prosegue Wolff – è difficile uscire nel modo giusto. Il team aveva bisogno di questo risultato oggi, per non cadere nel buco nero. Oggi abbiamo preso le decisioni giuste al muretto e l'esecuzione è stata impeccabile, nonostante la gara molto serrata. Siamo rimasti concentrati». «Non mi posso lamentare di nulla – gli fa eco Lauda – perché Lewis e Nico hanno fatto un ottimo lavoro, e gli avversari praticamente non li abbiamo nemmeno visti».

Successo che dà morale
E di questa vittoria aveva bisogno come il pane anche Lewis Hamilton, per ritrovare la fiducia in se stesso, nel team e soprattutto per frenare la corsa del suo compagno di squadra Nico Rosberg che, dopo due vittorie consecutive, iniziava ad avvicinarsi un po' troppo in classifica generale. «Penso che ne avessi davvero bisogno – ha ammesso il campione del mondo in carica – Amo questa pista, amo questa città e il weekend è stato davvero fantastico. È grandioso essere tornato sul gradino più alto del podio». Hamilton lo ha fatto nel modo più cristallino: partendo dalla pole position e controllando la gara, senza mai avvertire troppo la pressione della vettura gemella che pure si trovava a breve distanza dalla sua. «La macchina non era equilibrata nel migliore dei modi, anzi era molto sottosterzante – rivela l'anglo-caraibico – Eppure non ho mai sentito troppa pressione. Nico è stato veloce ma avevo in tasca il margine per accelerare quando ne ho avuto bisogno. Mi sono davvero divertito».

Rosberg paga la qualifica
Un po' meno divertente è stata invece la gara dello stesso Rosberg, condizionata dalla sua qualifica non perfetta al sabato. A nulla sono valsi i suoi tentativi di indurre Hamilton all'errore: «Abbiamo lottato in maniera corretta – riconosce – Io spingevo come un matto per provare a mettergli pressione ma lui non ha sbagliato niente, quindi complimenti a lui. La gara è stata impegnativa perché abbiamo dovuto gestire carburante, freni e tutto il resto. Ma lo stesso valeva per Lewis. A me è mancato solo quel poco che ho perso in qualifica, perché il passo gara c'era. Quella posizione in griglia di partenza ha fatto una grossa differenza. Mi accontento del secondo posto, è andata così».