28 febbraio 2020
Aggiornato 07:00
La versione del campione in carica della MotoGP

Marquez ha imparato la lezione di Vale: «E tornerò a batterlo»

Lo spagnolo torna a mente fredda sull'incidente nel Gran Premio di Argentina: «Mi ha insegnato molto». Ora è giunto il momento di reagire: «Ho 30 punti di distacco in classifica? Li avevo anche nel 2013. E vinsi il titolo»

BARCELLONA – Quando hai solo 22 anni e vieni messo a terra, fisicamente e psicologicamente, dal tuo più forte ed esperto rivale, reagire non è facile. Anche se ti chiami Marc Marquez e nella tua carriera hai già vinto due campionati del mondo. Eppure lo spagnolo ci sta riuscendo, affidandosi alle sue due armi più potenti: l'umiltà e la grinta. Quello scontro con Valentino Rossi nel Gran Premio di Argentina, certo, ha lasciato il segno, e non poteva essere altrimenti: «Ho rivisto la gara parecchie volte», confessa il pilota della Honda. Più che ossessionato dal suo errore, però, l'iridato in carica è apparso concentrato ad assimilare l'ennesimo insegnamento impartitogli dal suo idolo, anche se stavolta a sue spese.

Errore sì, scorrettezza no
A caldo, Marquez aveva liquidato l'incidente con poche parole: «Avete visto sul video cosa è successo». Ora che quelle immagini le ha analizzate lui stesso ripetutamente, è pronto a tornare sull'argomento, a mente fredda: «Continuo a pensare quello che ho detto in Argentina – ha ribadito ieri nel corso di una conferenza stampa a Barcellona – Sono cose che succedono delle corse e che ti insegnano molto. Sono ancora giovane, ho parecchie lezioni da imparare. A volte gli incidenti di corsa ti favoriscono, altre no, ma fa tutto parte di un processo di apprendimento. Sono convinto che non ci fosse intenzione da parte mia o di Rossi di causare l'incidente. Ho sempre detto che è il mio idolo e un punto di riferimento per tutti noi: ho imparato molto da lui durante gli anni e sto ancora imparando. Tutto ti rende migliore, perfino questo incidente». Quali lezioni ha imparato domenica? «Da un lato l'approccio di Rossi, che per attaccare a fine gara ha scelto la gomma extra dura, con cui io non avevo avuto buone sensazioni in prova, perciò abbiamo deciso di rischiare la morbida. E la verità è che l'azzardo ha quasi pagato, se non fosse stato per l'ultimo giro e mezzo. Poi ho imparato anche altre cose, ma le terrò per me».

Campionato ancora aperto
Ad oggi, però, l'allievo è ancora molto distante dal maestro. Almeno nella classifica mondiale, dove lo spagnolo ha 30 punti di distacco dal Dottore dopo sole tre gare. Ma il campionato è appena iniziato, ribadisce lui: «Ci sono molti fatti che mi rendono molto ottimista. Prima di tutto, avrei potuto vincere tutte e tre le gare finora. Se non avessi commesso quell'errore alla prima curva in Qatar, penso che sarei salito sul podio, garantito. Ho vinto ad Austin e, se non fossi caduto in Argentina, sarei arrivato secondo. Perciò siamo in buona forma per il resto della stagione e abbiamo svolto un buon lavoro finora. In secondo luogo, nel 2013, dopo le prime sei gare, Dani (Pedrosa, ndr) era in testa alla classifica, Jorge (Lorenzo, ndr) era secondo e io avevo 30 punti di distacco. E comunque il titolo lo vinsi io». Il giovane leone, insomma, è in cerca di una pronta rivincita. Magari già dal prossimo weekend, quando si correrà la prima delle sue gare di casa, a Jerez. Sarà di nuovo Vale contro Marc? «Noi due andiamo d'accordo – chiosa l'iberico – Siamo due piloti che sanno differenziare la vita in pista e fuori. Sul circuito, tutti pensano al proprio interesse. E spero che questo non cambi il nostro rapporto».