9 dicembre 2019
Aggiornato 06:30

Cessione Milan, un mese per la verità

Manca poco ormai al termine ultimo fissato per il 30 aprile, entro cui sarà definito il passaggio di consegne tra nuova e vecchia proprietà. È sempre più un testa a testa asiatico tra la cordata thailandese di Bee Taechaubol (attualmente in vantaggio) e quella cinese guidata da Richard Lee.

MILANO - Ormai ci siamo. Tra meno di un mese sapremo quale sarà il destino dell’Ac Milan, il club italiano più conosciuto e amato al mondo e per questo ambitissimo soprattutto in estremo oriente. È ormai risaputo che Silvio Berlusconi sia in fase di studio: l’amo è stato lanciato e in breve tempo hanno abboccato due bei pesci, uno thailandese, l’altro cinese, belli da vedere e ricchi di sostanza.
Non ce ne vogliamo Bee Taechaubol e Richard Lee per la metafora non particolarmente lusinghiera nei loro confronti, ma ciò che abbiamo appena descritto rappresenta la fotografia più corretta dell’attuale momento societario rossonero.

IL FUTURO DEL MILAN ENTRO IL 30 APRILE - Il termine ultimo fissato per il cambio societario è quello del 30 aprile, deadline entro la quale l’ex presidente del Consiglio dovrà decidere se cedere alle lusinghe dell’uomo d’affari thailandese Mister Bee oppure a quelle cinesi di Mister Lee, al cui seguito sembra siano pronti a muoversi calibri pesanti tipo Wang Jianlin e Zong Qinghou.
L’unica cosa ormai certa è che il Milan molto presto sarà in mani orientali e molto probabilmente non soltanto per una quota di minoranza. Sembra a questo punto scontato che l’offerta dei due gruppi parta da una richiesta ben precisa, quella di mettere le mani almeno sul 60% del pacchetto azionario del club rossonero. E pare anche che Silvio Berlusconi abbia ormai accettato di portare avanti la trattativa con tutte le conseguenze del caso.

MISTER BEE IN VANTAGGIO - A questo punto si attendono solo i risultati delle due diligence (la verifica dei bilanci) richieste dai potenziali acquisenti, prima di assistere alle conseguenti mosse di entrambi i gruppi. Attualmente in pole position resta la cordata thailandese che vede a capo Bee Taechaubol, forte di un precontratto già siglato con Silvio Berlusconi, ma consapevole della necessità di chiudere in fretta per evitare possibili inserimenti nella trattativa. È per questo che Mister Bee, grazie all’intermediazione di Pablo Victor Dana, finanziere italiano che lavora a Dubai, sarà a Milano entro i prossimi 15 giorni per blindare definitivamente gli accordi già presi con Silvio Berlusconi: la cessione del 60% delle quote del Milan per una cifra vicino al mezzo miliardo di euro.

CORDATA CINESE PRONTA AL RILANCIO - Tutto deciso quindi? Nemmeno per sogno, soprattutto quando si tratta di un affare impegnativo come la cessione dell’ex club più titolato al mondo. Si è parlato spesso negli ultimi giorni anche di una cordata cinese. Ed è su questo fronte Berlusconi sta lavorando per capire quale dei due gruppi sia il più affidabile per portare avanti la storia di successi e trionfi iniziata quasi 30 anni fa con l’avvento dell’uomo di Arcore alla guida del Milan. A capo del gruppo cinese sembra ci sia Richard Lee, businessman di Hong Kong, avvistato a Villa San Martino non più tardi di qualche sera fa.

Di Mister Lee, il South China Morning Post, popolare giornale dell'ex colonia britannica scriveva così: «Il potere di Richard è negli amici con cui è cresciuto. Quando vendi le Ferrari a Hong Kong da più di 20 anni a uomini d’affari, finisci per essere un uomo di raccordo. Se Lee invitasse 25 di questi amici a cena e proponesse di comprare l'AC Milan, e dicesse 'chi vuole essere dell'affare?', ci metterebbe poco a fare un consorzio». Sarebbe proprio questo lo stile con cui Mister Lee starebbe per presentare all’amico Berlusconi un’offerta ancora più invitante rispetto a quella messa sul piatto da Taechaubol: 600 milioni per il 75% della società rossonera.

Chi la spunterà? Non resta che attendere il 30 aprile.