29 marzo 2020
Aggiornato 21:00
Calcio

Ciro non è bastato: incidenti prima di Roma-Cska, grave un russo

Un accoltellato e altri 5 tifosi del Cska costretti a ricorrere alle cure dei sanitari. Malgrado il comunicato della Curva Sud di qualche settimana fa, il malcostume delle “puncicate” non accenna ad essere debellato.

ROMA – Storie di ordinaria follia, come se ne vedono tante nelle immediate vicinanze di un campo di calcio, spesso e volentieri – purtroppo – nei dintorni dello stadio Olimpico di Roma. Non ancora smaltita la rabbia e l’angoscia dopo i drammatici fatti del 3 maggio, quando fu ferito a morte Ciro Esposito, poche ore prima della finale di Coppa Italia, eccoci di nuovo a commentare assurdi fatti di sangue in concomitanza di una partita di cartello. Stavolta non c’entrano nemmeno storiche rivalità tra tifoserie (motivazione futile ancorchè estremamente attuale) visto che di mezzo c’era l’esordio in Champions League della Roma contro la squadra russa del Cska Mosca.

TIFOSO RUSSO ACCOLTELLATO FUORI OLIMPICO - Eppure la «puncicata» non è mancata nemmeno ieri sera. Un tifoso russo infatti è stato accoltellato nei pressi di Ponte Duca d’Aosta, ferito all’addome e a un braccio, un altro sembra sia stato colpito da una bottigliata in testa. Entrambi sono stati soccorsi e trasportati al Gemelli, il primo addirittura in codice rosso, anche se non appare in pericolo di vita.

A corollario di questa assurda e gratuita manifestazione di violenza tra tifosi, la notizia che l’ambulanza accorsa per trasportare i feriti in ospedale, sia stata accerchiata e bloccata dagli ultras romanista con accenni di minacce anche ai barellieri intervenuti sul posto.

L’EFFIMERO COMUNICATO DELLA SUD - Non sono passate nemmeno due settimane dalla diffusione di un comunicato della Curva Sud, frangia estrema della tifoseria giallorossa, a proposito del problema violenza. Sembrava un primo passo verso un tentativo di normalizzare una situazione ormai insostenibile: «Le «puncicate» che ci vengono addebitate sono inferte da giovani cani sciolti ai danni di ignari tifosi ospiti inermi. Questo fenomeno deve essere arginato, non possiamo permettere che il giudizio sulla nostra curva sia formulato sulla base di azioni di vigliacchi che, non avendo le palle per scontrarsi alla pari con altre tifoserie, attaccano supporters avversari che si recano allo stadio solo per vedere la partita.

Dobbiamo cercare – continua la nota degli ultrà romanisti - di ripristinare all’interno della nostra curva, quelle regole di ingaggio non scritte, che disciplinano gli «incontri» tra opposte tifoserie. In base a tutte queste considerazioni, comunichiamo che, dalla prossima stagione calcistica gli ultras della Roma si riuniranno come sempre in Curva Sud per cercare di gettare le fondamenta per la ricostruzione di una curva che, in virtù della sua storia, deve necessariamente a brillare di luce propria». Purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti.

GUERRIGLIA ANCHE ALL’INTERNO DELLO STADIO - Ma non è finita qui, perché ci sono stati scontri anche all'interno del settore ospiti, tra tifosi del Cska Mosca e Forze dell'ordine, costrette ad entrare nella zona a loro riservata (distinti nord) per sedare un ripetuto lancio di razzi verso la Curva Nord, occupata dai supporters della Roma. Il bilancio parla di 5 tifosi russi, oltre a quello accoltellato in modo grave, costretti a ricorrere alle cure dei sanitari e diversi steward giallorossi che hanno avuto la peggio durante la colluttazione con gli inferociti tifosi del Cska.

Ancora una volta, a margine di una partita di calcio, occorre stilare un vero e proprio bollettino di guerra. Quando ne avremo abbastanza?

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