18 agosto 2019
Aggiornato 08:30

Caso Schwazer, la Procura antidoping convoca Carolina Kostner

Schwazer ha accusato l'ex fidanzata di averla coperta e di averlo aiutato con un controllo antidoping. La Kostner racconta di aver risposto a degli ispettori che Schwazer non era in casa

ROMA - L'Ufficio di Procura Antidoping (UPA), sulla base delle notizie di stampa, ha convocato per venerdì 19 settembre 2014 alle ore 13 l'atleta Carolina Kostner per rispondere degli addebiti contestati (artt. 2.8. e 3.3. delle NSA).

I SOSPETTI DEL MAGISTRATO - Sulle pagine di Libero, infatti, viene descritta quella che era diventata, ormai, una vita d'inferno. Al magistrato di Bolzano, che le chiedeva del doping di Schwazer, la Kostner parla di un macchinario notturno collegato a una maschera facciale che metteva sul viso per l'intera durata della notte e «io ero costretta a mettermi i tappi alle orecchie dal rumore». I magistrati sospettano che il maratoneta possa aver assunto sostanze illecite fin dal 2008, cioè dalle Olimpiadi di Pechino in cui vinse la medaglia d'oro. Il pubblico ministero, infatti, scrive che Schwazer «avrebbe fatto uso di una tenda ipossica in grado di abbassare la percentuale di ossigeno nell'aria, vietata in Italia dal ministero della Salute». La pattinatrice conferma l'esistenza della tenda ipossica, ma non dà la certezza che la usasse fin dal 2008.

COMPLICITÀ - Schwazer ha accusato l'ex fidanzata di averla coperta e di averlo aiutato con un controllo antidoping. La Kostner racconta di aver risposto a degli ispettori che Schwazer non era in casa. «Io feci come mi disse e poi mi arrabbiai con lui». Inoltre spiega un altro episodio di un mancato controllo e commenta che lei era spesso lontana da casa per cui non riusciva a rendersi conto di quanto faceva l'ex fidanzato.