6 giugno 2020
Aggiornato 23:00
Calcio internazionale

Thiago Silva, operazione nostalgia: «Volevo restare al Milan»

In uno dei momenti più cupi della storia rossonera arrivano le parole dell’ex mai dimenticato, Thiago Silva, che continua a mandare messaggi d’amore al Milan: «È una squadra che non può stare fuori dalla Champions League».

PARIGI - Fosse stato per lui, non avrebbe mai lasciato il Milan. E ai rossoneri resta ancora legatissimo. Thiago Silva oggi è il capitano del Paris Saint Germain, un'avventura cominciata due anni fa, dopo l'addio a Milanello. Un addio sofferto, come confida il centrale brasiliano a Sky Sport, nel corso dei «I Signori del Calcio» che andrà in onda stasera alle 20.30. «Sono sincero, in quel momento non volevo andare via dal Milan – ammette il difensore - Avevo parlato prima con Galliani e poi col mio procuratore e avevo detto loro che volevo restare. Da quando sono arrivato al Milan non ho mai pensato di andare via. Volevo fare tutta la mia carriera là, però sappiamo che il calcio è così ed è difficile pensare al futuro. Bisogna vivere giorno dopo giorno.

LA CHIAMATA DI LEONARDO - «In quel momento della trattativa col Psg – continua Thiago Silva -  mi ha chiamato Leonardo e mi ha convinto che sarei potuto venire a Parigi e vincere soprattutto perchè era il mio sogno giocare in una grande squadra con grandi giocatori e vincere grandi trofei».

DISPIACE PER IL MILAN - Il Milan, oggi, non se la passa bene. «Mi dispiace tantissimo per questo momento che sta vivendo però è fondamentale avere in squadra grandi campioni e adesso nel Milan ce ne sono pochi, però sono giocatori di personalità che sicuramente possono fare sempre di più. In questo momento secondo me non stanno facendo la metà di quello che possono fare. Però il Milan è una squadra da campioni e sicuramente l'anno prossimo cambierà tantissimo, non è un club che può stare fuori dalla Champions League».

FIDUCIA IN SEEDORF - Tempi duri per Clarence Seedorf anche se, per il difensore brasiliano “può diventare il più forte allenatore al mondo perchè ha le qualità, conosce bene il calcio e soprattutto è una grande persona».

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