21 maggio 2019
Aggiornato 05:00

Milan in vendita, da Singapore pronti 300 milioni

A poche ore dal match contro il Genoa che potrebbe rilanciare il Milan in ottica Europa League, la clamorosa indiscrezione lanciata dal quotidiano spagnolo AS scuote l’ambiente rossonero.

Sgombriamo subito il campo da eventuali equivoci, stavolta la notizia che arriva dalla stampa spagnola, spesso prodiga di ferali notizie nei confronti del calcio italiano, sembra più che veritiera: come anticipato dal quotidiano AS, esiste un interesse concreto del magnate di Singapore Peter Lim per l’acquisizione di una parte del pacchetto azionario dell’AC Milan.

Il tycoon asiatico Lim, che la rivista Forbes ha inserito nel 2010 tra i 40 uomini più ricchi di Singapore ed oggi invece è al 761° posto tra i ricconi di tutto il mondo, sarebbe interessato ad acquisire il pacchetto di maggioranza del Milan, cioè il 51%., per una cifra vicina ai 300 milioni (che è poi quanto si dice possa servire per la costruzione del nuovo stadio).

E qui già ci sarebbe il primo intoppo alla trattativa.

Come ricordato dall’amministratore delegato rossonero Barbara Berlusconi, «la famiglia Berlusconi crede molto nel Milan, quindi nessuna cessione. Realizzare una partnership, invece, ci consentirebbe di creare strutture in grado di migliorare la situazione economica. Stiamo valutando la cessione di una quota minoritaria che non sarebbe superiore al 30%».

Si tratta di un inghippo niente affatto trascurabile, all’origine di tutti i tentativi di cessione di parte della società, finora sfumati. Perché se è comprensibile che un imprenditore sia affascinato ed attratto dal mondo del calcio ed in particolare dal marchio AC Milan e voglia investire una cifra importante per acquistarlo, riesce difficile ipotizzare un’operazione così onerosa ed impegnativa «solo» per il 30% del pacchetto azionario rossonero.

Basti guardare a quanto è successo dall’altra parte del Naviglio, dove un altro magnate asiatico, l’indonesiano Erick Tohir, ha si fatto il gran passo lanciandosi nel mondo del calcio italiano, ma per prendere il 70% dell’Inter e quindi diventarne a tutti gli effetti il proprietario.

Argomento sul quale invece Berlusconi non sembra disposto a transigere. Ma la trattativa è appena iniziata e quindi tutto è ancora ipotizzabile.

La leggenda narra che Peter Lim, proprio come nei migliori romanzi d’appendice, sia nato di umili origini nel 1953 e, prima di diventare l’imprenditore di successo che è adesso, sia stato costretto a scalare la piramide sociale iniziando a lavorare come tassista, per poi proseguire nel mondo della ristorazione come cuoco e cameriere. Oggi, sempre secondo Forbes, il magnate di Singapore vanterebbe un reddito netto stimato in 2,4 milardi di dollari. Non male come scalata.

Sempre secondo quanto si racconta di Lim, pare che in passato più volte l’imprenditore di Singapore abbia tentato di acquistare una società di calcio: fin dal 2010 quando c’è stato un primo tentativo con il Liverpool e con il glorioso club scozzese dei Rangers, poi più di recente con gli spagnoli del Valencia, ma sempre senza successo. Più efficaci i suoi tentativi nel settore automobilistico dove nel 2011 ha acquistato una partecipazione nell’azienda McLaren.

Adesso però c’è il Milan nei pensieri di Peter Lim ed il suo obiettivo è quello di convincere la famiglia Berlusconi a cedere il pacchetto di maggioranza. Secondo il quotidiano spagnolo ci sarebbe già stato un primo contatto tra le parti durante il quale Lim, accompagnato da Jorge Mendes, amico di Bronzetti e titolare della Gestifude (agenzia di intermediazione portoghese, titolare delle procure tra gli altri di Cristiano Ronaldo, Radamel Falcao e Josè Mourinho), avrebbe incontrato a Milano Adriano Galliani, assistito da Giovanni Branchini.

Di sicuro non sarà l’ultimo e nei prossimi giorni ne sapremo di più. Ora non ci resta che aspettare pazientemente ed attendere ulteriori sviluppi.