17 novembre 2019
Aggiornato 11:00

Inzaghi: «Scrivo a Pirlo ogni giorno, non andare via»

«Senza Kakà, Ancelotti e Maldini è un Milan diverso«

MILANO - Senza Ricardo Kakà, Carlo Ancelotti e Paolo Maldini il primo giorno di raduno del Milan è stato «stranissimo«. Per questo Filippo Inzaghi sta chiedendo «tutti i giorni» ad Andrea Pirlo di restare in rossonero, perché senza il regista della nazionale azzurra la squadra perderebbe un giocatore «unico». «Sento Pirlo tutti i giorni, gli scrivo tutti i giorni di rimanere», ha detto Inzaghi oggi in conferenza stampa, «so che lui con noi sta bene e mi auguro che resti con noi, come credo lo speri anche il mister (Leonardo; ndr). Ritengo che Pirlo sia un giocatore unico per le sue caratteristiche».

Da un addio temuto a quelli già consumati - «Kakà? Con Ricky mi sento un giorno sì e uno no, ho seguito la cerimonia di benvenuto che gli è stata fatta al Real Madrid e sono contento dell'accoglienza che ha ricevuto dai suoi nuovi tifosi», ha affermato Inzaghi: «Ricky è un carissimo amico con cui conservo un fantastico rapporto sia sul campo che fuori dal campo perché so che è una persona con grandi valori, mi piacerebbe un giorno giocare una finale contro di lui. Mi mancherà sia come personaggio fuori dal campo che per le sue qualità sul campo. Senza loro - ha detto l'attaccante riferendosi anche ad Ancelotti e Maldini - il primo giorno a Milanello è stato stranissimo. Guardare l'armadietto del capitano e non vederlo.. mi sembrava di aver sbagliato squadra. Sono però tre persone che sentiamo spesso e a cui ci legano tante vittorie, tanti successi, ma sarà importante il fatto che mancando persone del loro spessore dovremo dare il giusto esempio ai giovani».

Inzaghi ha parlato di un Milan «cambiato parecchio, e questa cosa è sotto gli occhi di tutti»: «Personalmente cercherò di fare del mio meglio e di dare il mio contributo alla squadra. Normalmente non sono mai stato titolare all'inizio della stagione negli ultimi anni - ha detto - perché gli anni passano, ma la cosa importante è farsi trovare sempre pronto, sento l'affetto da parte della società e dei compagni nei miei confronti e questa cosa mi piace perché io vivo di queste cose».

Inzaghi si è poi mostrato fiducioso circa gli obiettivi rossoneri per la prossima stagione - «Se riusciamo a recuperare gli infortuni che abbiamo avuto nel corso della scorsa stagione possiamo fare bene. E' vero che le altre squadre hanno fatto molti acquisti - ha osservato - ma io sono abituato a partire imbattuto e solo il campo potrà poi dare le risposte. La Juventus si è rafforzata molto con l'acquisto di Diego e si parla anche di Felipe Melo; l'Inter era già forte e si è ulteriormente rafforzata. Noi invece non saremo i favoriti, ma avremo un modulo nuovo e poi il mercato non è ancora chiuso, ma le basi solide ci sono, poi, ripeto, sarà il campo che darà i giudizi veritieri. La squadra è partita con il piglio giusto, abbiamo grande entusiasmo, tanta voglia di lavorare e stiamo quasi tutti bene».

Tra i possibili acquisti c'è il centravanti brasiliano Luis Fabiano, il cui arrivo a Milanello rappresenterebbe un ostacolo in più per il 'senatore' Inzaghi. «Fabiano non è ancora un giocatore del Milan. In questi anni ho sempre detto che se al Milan arriva un campione è certamente ben accetto - ha detto 'SuperPippo' - perché ci può dare una mano per vincere. Nel caso non arrivasse abbiamo valide alternative all'interno della nostra rosa, come Borriello, e siamo pronti. Certamente se avessi 28 anni il Milan non cercherebbe una prima punta, ma visto che ne ho 36 la società fa bene. La nostra rosa resta comunque competitiva, ma è la società insieme all'allenatore ad occuparsi del mercato».