19 agosto 2019
Aggiornato 05:30

J'accuse FIA: Fota vuole appropriarsi di regole e diritti

Durissimo comunicato della federazione: «Obiettivi inaccettabili»

LONDRA - Nuovo duro J'accuse della Federazione internazionale dell'automobile nei confronti della Fota, l'associazione dei team di Formula 1 che contesta le nuove regole in vigore dal prossimo anno, su tutte il tetto al budget. In un lunghissimo comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale, la Fia riassume, dal suo punto di vista, l'intero estenuante braccio di ferro con le scuderie. Due le principali contestazioni mosse dalla federazione guidata da Max Mosley: i team vogliono «assumere il controllo delle regole della Formula 1» ed «espropriare i diritti commerciali». Questi obiettivi sono ritenuti «inaccettabili» dalla Fia, che stamane ha infatti confermato il tetto al budget per i team di 45 milioni di euro.

«La Fia e la Formula One Management - si legge nella nota della federazione - hanno impiegato decenni a costruire il campionato di Formula 1 e renderlo l'evento motoristico più seguito nel mondo. Alla luce dei questo successo, la Fota - composta da partecipanti che vanno e vengono secondo piacimento - si è posta due chiari obiettivi: assumere il controllo delle regole della Formula 1 dalla Fia ed espropriare i diritti commerciali da questa. Questi sono obiettivi che la Fia non può accettare». La Fia ha spiegato che la linea dura sul budget cap deriva dalle lezioni imparate nel tentativo di ridurre i costi dei motori, e dal fatto che i costruttori hanno rifiutato di impegnarsi in questo senso nel lungo periodo.

Eloquente la stoccata nei confronti di Luca di Montezemolo, presidente della Ferrari ormai ai ferri corti con Mosley. «Il signor Di Montezemolo ha promesso di assicurare le necessarie garanzie dal principale costruttore (che non va confuso con le garanzie per i team). Ha continuato a promettere questo durante tutto l'inverno, l'ultima volta in un incontro che ha avuto col presidente della Fia il 23 febbraio 2009». «Allo stesso tempo - prosegue la Fia - la Fota e il signor Di Montezemolo hanno rifiutato ogni tentativo di incontrarci per discutere la riduzione dei costi. Non ce n'è bisogno, è stato detto alla Fia. Le misure della Fota sarebbero state adeguate e avrebbero lavorato per la riduzione delle macchine con una terza vettura per team. A marzo è stato chiaro che la Fota non aveva alcua intenzione di facilitare l'ingresso di nuovi team, in realtà erano contrari».

La Fia ha spiegato anche la filosofia che sta dietro al tetto di spesa: «Se vogliamo vedere tecnologie innovative in Formula 1, l'unica strada è quella di limitare le spese e dare agli ingegneri la libertà tecnica di fare il loro meglio con un budget determinato». «Questo - sottolinea ancora la federazione - è esattamente quello che avviene nel mondo normale ed è l'unica strada per la Formula 1. Senza innovazioni tecnologiche, la Formula 1 morirà. Senza una vera riduzione dei costi, la Formula 1 perderà i suoi team. Ecco perché la Fia insiste sulla riduzione dei costi nelle nuove regole».