26 giugno 2017
Aggiornato 17:30
Sintomi e malattie

Quali sono i sintomi di calcoli e coliche biliari?

Il dottor Floriano Rosina spiega a Diario Salute TV come si manifestano le coliche biliari e quando è necessario intervenire chirurgicamente

Nella calcolosi biliare, quando parlo di calcolosi, in termini più semplici intendo la presenza di calcoli all’interno della colecisti. Secondo me occorre comunque fare un po’ di chiarezza – spiega il dottor Floriano Rosina, direttore del centro Medical Team di Torino. Molti attribuiscono ai calcoli della colecisti i sintomi più disparati: eruttazioni, extrasistoli, la difficoltà di digestione e pancia gonfia. Tutto ciò non è assolutamente vero.

Calcoli biliari
Calcoli biliari (Tefi | Shutterstock)

Cosa accade durante una colica biliare
«Esiste un unico sintomo che è attribuibile ai calcoli della colecisti e questo è la colica biliare. Quest’ultima si verifica nel momento in cui la colecisti si contrae violentemente e spreme il calcolo verso l’imbocco della colecisti. Per cui il calcolo va a tappare l’uscita e la colecisti cerca, a sua volta, di spingere ulteriormente. Tale contrazione passa da una fisiologica a una contrazione estremamente dolorosa».

I sintomi della colica biliare
«A livello internazionale per colica biliare si intende un dolore localizzato alla bocca dello stomaco e che poi tende a migrare a destra. Esso impedisce una normale vita di relazione – io non riuscirei a parlare con voi in questo momento – e dura almeno mezz’ora. È importante questa distinzione perché i soggetti che sono sintomatici e che hanno le coliche biliari devono essere sottoposti all’intervento di colecistectomia. Viceversa i soggetti che non hanno coliche biliari non devono essere sottoposti all’intervento di rimozione della colecisti».

Intervento di colicistectomia
Intervento di colicistectomia (Shutterstock)

Perché non bisogna operarsi se non si hanno sintomi?
«Il motivo è molto semplice: fino a quando i calcoli rimangono all’interno della colecisti nella maggior parte dei casi non determina grossi problemi, però quando la colecisti riesce a contrarsi così violentemente da far passare il calcolo all’interno del dotto biliare, questo calcolo può creare delle complicazioni. Nella fattispecie la più temibile è la pancreatite acuta».

I fattori di rischio
«Alla luce di quanto appena detto si devono basare le scelte di operare o non operare un soggetto. I soggetti che non hanno coliche il rischio di pancreatite acuta è dello 0,3%; in quelli che hanno coliche il rischio è del 3-6%. A fonte di questi due elementi di rischio noi abbiamo anche un rischio di complicazioni relative alla rimozione della colecisti che si colloca intorno al 2-3%. Ricucite a capire voi stessi che il 2-3% è superiore nella calcolosi asintomatica ma inferiore al rischio complicazioni nella calcolosi sintomatica. Questo è il motivo per cui si dice che solamente i calcoli della colecisti che danno coliche devono essere operati», conclude il dottor Rosina.