24 giugno 2017
Aggiornato 00:00
Internet e psicologia

Internet e dispositivi elettronici: possono causare dipendenza patologica. Ecco come riconoscerla

Il dottor Maurizio Crivellaro spiega a Dario TV come riconoscere la dipendenza da Internet e agire tempestivamente per eliminarla

Internet e la sua diffusione hanno rivoluzionato il modo di comunicare e fare. Sicuramente ci sono stati dei miglioramenti rispetto alla velocità di informazione e al modo di comunicare, sia in ambito professionale che privato – spiega Maurizio Crivellaro psicologo e psicoterapeuta. Tuttavia, un utilizzo esasperato dei dispositivi elettronici può determinare, a mano a mano, lo sviluppo di patologie caratterizzate da processi di dipendenza.

I sintomi da abuso di internet
«Troviamo dipendenze da social network, da informazioni online, da sesso e altre dipendenze da vario tipo legate alla navigazione su Internet. Le manifestazioni sintomatologiche delle dipendenze sono relative alla necessità del soggetto di trascorrere più tempo su Internet. generalmente c’è un assoluto disinteresse per le situazioni amicali. Ma anche una mancanza di partecipazione alle dinamiche familiari, una distorsione del ritmo sonno veglia e della realtà», continua Crivellaro.

Astinenza da dispositivi elettronici
«Nel momento in cui c’è una sospensione dell’utilizzo del dispositivo si possono verificare astinenza, piuttosto che fenomeni di agitazione psicomotoria. In particolare si osservano anche stati di dissociazione – molto simili ai nostri sogni a occhi aperti. In questo caso, però, il tempo di rientro alla realtà è prolungato. Ci sono situazioni ancora più gravi, in cui, in seguito alla sospensione del dispositivo si manifestano crisi di rabbia auto o etero diretta».

Cosa fare?
«La cosa più importante da fare è non togliere in modo perentorio il dispositivo a giovani e adolescenti, ma farlo gradualmente per permettere di allontanarsi dall’oggetto con gradualità. Il lavoro da fare si basa su un percorso terapeutico individuale o di gruppo dove si aiuta il soggetto a entrare maggiormente in contatto con le emozioni che fanno da sottofondo a questa fuga dalla realtà», conclude Crivellaro.