15 dicembre 2018
Aggiornato 19:30

La mamma guarda il figlio e riconosce i sintomi della sepsi. Ecco i segnali a cui dovremmo fare attenzione

La mamma di un bambino riconosce i sintomi della sepsi e chiama l’ambulanza. Il piccolo aveva solo più un’ora di vita. Ma è stato salvato

Il piccolo Alfie e i segni della sepsi
Il piccolo Alfie e i segni della sepsi (Screenshot da The Sun)

Non sono affatto insoliti i casi di sepsi non riconosciuti. E non stiamo parlando solo di una scarsa conoscenza dei familiari. Spesso anche i medici non si rendono conto di cosa stia accadendo e rimandano il paziente a casa. Ed è così che poche ore dopo si assiste a un aggravamento dei sintomi e a un decesso. Un caso simile è quello che abbiamo riportato alcuni giorni fa: un bambino morto poche dopo le dimissioni dall’ospedale. Quello di cui vogliamo parlavi ora, invece, è un caso finito nel migliore dei modi: una mamma ha rilevato segni premonitori di una sepsi ed è riuscita a salvare il suo piccolo.

Tutti i genitori devono sapere
I genitori del piccolo Alfie si chiamano Damian Unsworth e Lauren Butterworth. La loro esperienza è stata scioccante, ma per fortuna il loro piccolo è ancora nelle loro vite. Ora desiderano avvertire tutti i genitori sui possibili segni premonitori di una sepsi, i quali richiedono il ricovero ospedaliero immediato.

Cosa aveva Alfie?
Alfie aveva quella che appariva, inizialmente, come una malattia influenzale: febbre e letargia. «Abbiamo notato che Alfie sembrava abbastanza letargico e aveva una temperatura che non andava via», racconta Luren. «Gli abbiamo dato un po’ di Calpol [tachipirina, nda], ma ha funzionato solo per un breve periodo prima che la sua temperatura salisse di nuovo a 41 ° C».

Un segno che non scompare
Uno dei primi segni che ha destato sospetti nei genitori di Alfie è che in seguito alla pressione sulla pelle, si manifestava un segno che non scompariva neppure otto secondi dopo. «Quando abbiamo premuto sulla sua pelle con le dita ci sono voluti circa otto secondi per far sparire il segno, il che non è normale». Tutto ciò fece allarmare entrambi i genitori i quali chiamarono immediatamente un ambulanza. «Alla fine siamo andati con il nostro istinto e abbiamo chiamato l'ospedale». E fecero bene. Secondo quanto riferito dai medici il bambino aveva sì e no un’ora di vita.

L’istinto è tutto
Spesso i genitori quando hanno bambini ancora piccoli agiscono d’istinto. Anche di fronte a sintomi apparentemente normali capiscono che c’è qualcosa che non va nel loro figlio e agiscono di conseguenza. E così devono aver fatto i genitori del piccolo Alfie. «All'inizio ho scartato i sintomi di Alfie perché era un po’ malato, ma l'istinto di Lauren le ha detto che avremmo dovuto chiamare l'ambulanza e sono così felice che l'abbia fatto», racconta il padre.

Aumentare la consapevolezza
«Vogliamo aumentare la consapevolezza della sepsi il più possibile e sperare che Alfie aiuti altri nuovi genitori ad individuare quei segnali di allarme. All'inizio aveva contratto un virus e ne è derivata la sepsi: è una condizione abbastanza comune, quindi i genitori dovrebbero esserne consapevoli», concludono i genitori.