25 marzo 2019
Aggiornato 07:08
Negligenza medica

Bimbo muore 24 ore dopo essere stato dimesso dall’ospedale. «Per i medici bastava una tachipirina»

Una mamma devastata dalla morte improvvisa del proprio piccolo ora vuole giustizia. Il figlio è morto a causa della negligenza del personale sanitario

Bimbo di 4 anni muore dopo essere stato dimesso dall'ospedale
Bimbo di 4 anni muore dopo essere stato dimesso dall'ospedale

Quando il proprio figlio manifesta sintomi anomali abbiamo solo una possibilità: portarlo d’urgenza dal medico curante o presso la clinica ospedaliera più vicina. In questo caso ci affidiamo totalmente alla conoscenza e competenza dei medici. Ma non sempre è la cosa giusta: anche il personale sanitario può commettere errori o non accorgersi tempestivamente della malattia che è in atto. Ed è proprio ciò che è accaduto a Katrina, la mamma di un bambino di 4 anni che ha visto il suo piccolo morire 24 ore dopo le dimissioni dell’ospedale. Ecco i dettagli dell’accaduto.

Infezione virale
Katrina Farnell aveva portato il figlio Sheldon Gary Farnell presso il Sunderland Royal Hospital. Lì i medici hanno fatto una diagnosi di infezione virale. Era venerdì 23 novembre e il piccolo è stato sotto osservazione per due giorni fino a quando il personale sanitario non ha ritenuto opportuno dimetterlo.

Gli esami del sangue
Il problema principale è che Sheldon è stato dimesso domenica mattina senza che i medici avessero prima verificato con attenzione gli esami del sangue. Quando li hanno letti, infatti, il bambino era già a casa da diverse ore e la domenica sera, alle ore 21.00, hanno cercato di mettersi in contatto con i genitori del piccolo. Sheldon avrebbe dovuto rientrare in ospedale perché c’era qualcosa che non quadrava.

Impossibile mettersi in contatto
Come se tutto ciò non bastasse, i medici non sono riusciti in nessuno modo a contattare la madre quella sera perché – pare – avessero un numero di telefono vecchio. Alcune persone dell’ospedale avevano suggerito di chiamare la polizia per richiedere il ricovero immediato del bambino, ma i medici hanno pensato che non era il caso di spaventare la famiglia. Ed è così che i genitori di Shaldon sono rimasti ignari della vicenda fino al giorno dopo.

Corsa in ospedale
Il lunedì mattina il piccolo stava assistendo a un grave peggioramento: aveva le vertigini, non poteva più stare in piedi e aveva gravi episodi di diarrea. Katrina, la giovane mamma, lo portò nuovamente in ospedale, ma il piccolo morì poco dopo.

Cosa è accaduto a Sheldon?
Pare che il bambino avesse sviluppato una sepsi in seguito a un’infezione virale e, a detta della mamma, la colpa è solo del Sunderland Royal Hospital. I medici avrebbero dovuto verificare subito le analisi del sangue e non dimetterlo senza averle viste. «Avrebbero dovuto salvarlo, se ci avessero dato i risultati dei test del sangue in un'ora forse ora sarebbe ancora qui. Il mio bambino è morto. E a loro non potrebbe importare di meno. Ci hanno dato la falsa speranza che stesse bene. Medici e infermieri dovrebbero aiutare le persone e non ingannarle», commenta la mamma ancora devastata dalla morte del figlio.

Dovevano fate di più
«Non hanno fatto abbastanza. Sono venuti la domenica mattina per dire che aveva un'infezione virale, gli hanno dato un'infusione di ferro e ha detto che potevamo portarlo a casa e dargli il Calpol [paracetamolo, tachipirina, nda] se pensavo che ne avesse avuto bisogno. Ho chiesto loro di controllargli di nuovo la schiena: un dottore è venuto a toccargli la schiena e ha detto che andava bene. Li interrogavo costantemente su tutto ciò che pensavo fosse sbagliato. Stava tremando e le sue braccia e la faccia erano gonfie. Sapevo che non stava bene, non volevo andare, non avrebbero dovuto lasciarlo andare. Praticamente l’ospedale ha lasciato morire il mio bambino».

Giustizia
Come è logico che sia, katrina vuole che venga fatta giustizia: a causa dei medici non potrà mai più stringere il suo piccolo tra le braccia. «Sheldon era la mia vita, lui era il mio mondo, avrei dovuto spendere soldi per dargli un buon Natale, ma ora ci sarà solo un funerale. E’ solo una negligenza, tutto quello che posso fare è ottenere giustizia per lui ora, potrebbe essere ancora qui se avessero svolto il loro lavoro correttamente. Mi sento come se non mi avessero preso sul serio: sono una giovane mamma e mi sono sentita derubata. Ogni volta che mia madre era nella stanza, le rivolgevano la parola, non a me, come se lei fosse sua madre. Le uniche persone di cui ho ancora rispetto sono quelle che ci hanno assistito dopo che Sheldon se n'è andato, ci hanno permesso di sederci con lui, tenerlo in braccio, offrirci il tè, erano davvero buoni».

Un bambino gioioso
«Sheldon era un ragazzino molto divertente, amorevole, premuroso e gioioso. Ha continuato con il supporto vitale e il suo cuore si è fermato e hanno cercato di riportarlo indietro. Stavano facendo massaggi al cuore e il suo polso era lentissimo, tanto che a un certo punto si è fermato. Katrina ha detto 'mamma se n'è andato' - ed è morto tra le nostre braccia», racconta la nonna Nicola Farnell, 46 anni.

Revisione interna
«Offriamo le nostre sentite condoglianze alla famiglia di Sheldon per la loro tragica perdita e stiamo offrendo tutto il supporto possibile ai suoi cari in questo momento molto triste e difficile. A causa della riservatezza del paziente, non siamo in grado di discutere i dettagli del trattamento di Sheldon, tuttavia possiamo confermare che abbiamo già avviato il nostro solido processo di revisione interna in modo da poter comprendere appieno le circostanze che hanno portato alla sua morte. Come per ogni decesso inatteso, il coroner intraprenderà anche un'indagine approfondita e completa e stiamo offrendo la nostra piena collaborazione e supporto a questo processo. Continueremo a mantenere la famiglia di Sheldon aggiornata e non siamo in grado di commentare ulteriormente in questo momento», conclude Ian Martin, direttore sanitario della City Hospitals Sunderland NHS Foundation Trust.