13 dicembre 2018
Aggiornato 00:00

La rimandano a casa dall'ospedale per ben 18 volte, e lei muore

Una donna di 27 anni, incinta, muore (insieme al suo bambino) dopo essere stata mandata a casa dall'ospedale 18 volte
Donna con dolori - Immagine rappresentativa
Donna con dolori - Immagine rappresentativa (Leszek Glasner | shutterstock.com)

I medici non capiscono qual era il suo problema e lei, dopo essere stata rimandata a casa per ben 18 volte dall’ospedale, muore. Ed era anche incinta. È quanto accaduto a Naomi Williams, ragazza di 27 anni, che si era recata la prima volta al Pronto soccorso del Tumut District Hospital, nel New South Wales (NSW) in Australia, lamentando nausea e dolori addominali.

Dolori? Ecco il rimedio
Naomi era incinta di 6 mesi, e negli otto mesi si era già recata 18 volte in ospedale lamentando questi strani e sempre più forti dolori, accompagnati da vomito. Nonostante ciò, i sanitari dell’ospedale le hanno somministrato del Panadol, un farmaco analgesico e antipiretico, e rimandata per l’ennesima volta a casa. Lei, quindici ore dopo, muore.

La causa della morte
Quello che i medici pare non abbiano capito è che la ragazza aveva un’infezione batterica che le ha causato una sepsi mortale. Naomi, dopo che erano stati chiamati i soccorsi perché la situazione era divenuta gravissima, ha avuto un arresto cardiaco nell’ambulanza che avrebbe dovuto portarla per l’ennesima volta in ospedale. Ma non ce l’ha fatta, come non ce l’ha fatta il bambino che portava in grembo. Se ci si fosse accorti in tempo dell’infezione, invece di liquidare la faccenda con un antidolorifico, probabilmente la sepsi si sarebbe potuta curare – dato che se presa in tempo con gli antibiotici in genere può essere curata.

Le diagnosi (sbagliate)
Il calvario durato 8 mesi di Naomi sarebbe stato suggellato da tutta una serie di diagnosi errate. Dopo essere risultata positiva all’Helicobacter pylori, un batterio che vive nello stomaco e può causare dolore e nausea, i medici avevano etichettato la causa dei suoi sintomi come «sconosciuta». Dopo questa prima sentenza, in seguito le fu diagnosticata iperemesi gravidica, quella nausea mattutina, accompagnata da vomito, che colpisce molte donne in gravidanza. In seguito, tuttavia, i suoi sintomi non sarebbero mai stati presi sul serio, come lei stessa avrebbe dichiarato. I registri dell’ospedale   Whalan riportano che i dati relativi alle visite di Naomi, «suggeriscono una relazione non urgente per i sintomi lievi di dolori generalizzati e male, qualsiasi anormalità nei segni vitali che non dura più di 15 minuti». Ma lei, pare che fosse arrivata a non riuscire più a muoversi, tanto aveva male – e lo aveva anche scritto in un messaggio inviato a un amico chiedendogli se poteva portarla in ospedale. E poi l’epilogo. Ora è stata aperta un’inchiesta per fare luce sulla sua morte assurda.