15 dicembre 2018
Aggiornato 14:30

Sembrava solo un’emicrania, ma la piccola Jessica muore improvvisamente. Ecco cosa aveva

Una bambina perfettamente sana e piena di vita muore poche ore dopo un attacco di emicrania. Ecco cosa le è accaduto

La piccola Jessica muore improvvisamente dopo un'emicrania
La piccola Jessica muore improvvisamente dopo un'emicrania (Pammy Studio | Shutterstock)

WALSALL - E’ iniziato tutto con un sintomo apparentemente banale, che aveva tutta l’apparenza di essere una normale emicrania. Ma la piccola Jessica è morta a soli nove anni a causa di un temibile – e insospettabile – malore. Inutile dire che la famiglia della bambina è rimasta drammaticamente colpita dall’evento. Una storia che, tuttavia, potrebbe essere d’aiuto a tanti genitori che potrebbero trovarsi di fronte a situazioni simili. Ecco tutti i dettagli della vicenda.

Sonno?
Tutto è cominciato in un normale pomeriggio quando Jessica Woolhouse, una bambina residente a Walsall (West Midlands) ha accusato uno strano mal di testa. Qualunque genitore, probabilmente, avrebbe pensato a un’emicrania. E come molte persone fanno in questi casi, anche la piccola ha detto di aver bisogno di riposarsi. Si è sdraiata sul divano e si è addormentata nel giro di poco tempo.

Corsa al pronto soccorso
Dopo un po’ di tempo la nonna – che al momento l’aveva in custodia – ha tentato di svegliare la bambina. Ma si accorse che la piccola era incosciente. Spaventata per quanto stava per accadere, ha chiamato immediatamente i soccorsi. Una volta arrivata in ospedale, i medici hanno scoperto che aveva un’emorragia cerebrale. La povera bambina aveva un vaso sanguigno molto debole che le aveva causato il tragico evento vascolare.

L’intervento chirurgico
La piccola è stata ricoverata presso il Walsall Manor Hospital e successivamente trasferita all'ospedale pediatrico di Birmingham. Qui i medici si sono visti costretti a intervenire urgentemente a livello chirurgico (per quasi 5 ore) il quale, tuttavia, non sembra essere andato a buon fine. Il giorno seguente i genitori si sono visti costretti a spegnere la macchina per il supporto vitale: non c’era più alcuna speranza di tornare a una vita normale. «I medici ci hanno detto che aveva una possibilità di sopravvivenza molto ridotta e così è stato», spiega Ian, il compagno della mamma.

Nessun segno premonitore
La sua famiglia, ancora straziata dal tragico evento, ricorda che la piccola non avesse mai avuto alcun segno premonitore della malattia. Anche i suoi fratelli Josh (di 18 anni) e Jake (di 11 anni), la ricordano come una bambina «bella, sana e amante del divertimento». Tracey, la giovane mamma di 35 anni, spiega quanto amasse la piccola e quanto fosse stata desiderata una femmina, dopo aver messo al mondo due maschi. «Avevamo due ragazzi, quindi era molto desiderata. Era così felice e amava raccontarmi della sua giornata a scuola, degli amici e dei suoi insegnanti». Anche Ian la ricorda come una bambina sempre piena di vita: «nei giorni precedenti alla sua morte, Jess si stava godendo una vita normale e felice facendo il genere di cose che avrebbe fatto qualsiasi altro bambino. Non c'erano segni della sua malattia».

Cosa aveva la piccola?
La bambina aveva un aneurisma cerebrale, ovvero un rigonfiamento di un vaso sanguigno che attraversava il cervello. Si tratta di un problema tutt’altro che raro e che, nella maggior parte dei casi, passa inosservato anche per molti anni. Il pericolo è che possa scoppiare in qualsiasi momento – come nel caso della piccola Jessica – causando un’emorragia subaracnoidea (una sorta di ictus). Difficilmente l’aneurisma evidenzia sintomi particolari, ma in alcuni casi può scatenare forti emicranie, dolori al collo, ipersensibilità alla luce o convulsioni. Spesso – ma non sempre - la rottura del vaso, può essere provocata dall’attività fisica, dal fumo, dal consumo di alcol o bevande energetiche, dalla caffeina o dall’ipertensione.