13 novembre 2018
Aggiornato 07:00

Pensa che il prurito al petto sia un’allergia: ma era un cancro al seno

Una donna di 44 anni aveva uno strano prurito al seno. Non si trattava di un’allergia come ipotizzato ma di un cancro
Prurito e arrossamento, sintomo del cancro al seno infiammatorio
Prurito e arrossamento, sintomo del cancro al seno infiammatorio (Pathdoc | Shutterstock)

Quando si parla di cancro, si sa che ci sono sintomi tipici a cui fare attenzione. Tuttavia, non è affatto raro incappare in forme tumorali insolite che si manifestano con i segni più inconsueti. È accaduto, per esempio, a una donna di 44 anni che da tempo soffriva di una sorta di allergia cutanea a livello del petto. Dopo aver dato la colpa a un detersivo per la lavatrice, però, scopre la vera causa dal prurito: si trattava di una forma rara di cancro al seno. Ecco tutti i dettagli.

Un cancro al seno infiammatorio
La donna si chiama Charlotte Wittman e all’età di 44 anni ha avuto una diagnosi terribile: era affetta da una rara forma di tumore, stiamo parlando del cancro al seno infiammatorio. Si tratta di una neoplasia che spesso sfugge alle indagini diagnostiche tradizionali. Si forma in seguito a un’infiltrazione dei vasi linfatici della mammella che rimangono così infiammati a tal punto da coinvolgere la cute e provocare – per esempio – il prurito, come nel caso di Charlotte. La malattia blocca i canali linfatici del sistema immunitario nel seno e impedisce loro di drenare il fluido in eccesso. È un tipo di cancro difficile da trattare: generalmente è necessaria una combinazione di radio e chemioterapia ma anche terapia antibiotica e intervento chirurgico.

Tre settimane di prurito
La donna racconta di aver avuto il prurito al seno per tre settimane: «il mio seno era crudele e sanguinante, fondamentalmente perché mi grattavo tantissimo durante il sonno. Mi sembrava di avere una reazione allergica. Il prurito era verso il centro del mio petto, sul fondo del mio seno. Non sapevo se mi stava accadendo a causa del sudore o di un’irritazione. Mi è balenato nella testa che potrebbe essere qualcosa, ma mai avrei pensato che si trattava di un cancro. «Il mio compagno non vedeva nulla di strano, solo un po’ di sfogo e basta. Non avevo la pelle a buccia d'arancia o qualcosa di simile, che dicono possa essere un sintomo comune di cancro».

Chemioterapia
A Charlotte sono stati consigliati 10 cicli di chemioterapia, ed ha già subito un intervento chirurgico per la rimozione del seno. Tuttavia, dopo il quarto ciclo di trattamento, ha avuto un rialzo termico piuttosto elevato. La povera donna ha dovuto trascorrere quattro giorni orrendi in ospedale a causa di una sepsi che è scaturita dal suo tratto urinario. Per fortuna i medici sono riusciti a intervenire velocemente e la donna ora sta bene.

Bisognava togliere il seno per forza
«Non c'era altra scelta se non quella di togliermi il seno. Mi è stato detto molto presto e credo mi abbia aiutato ad accettarlo. Quando mi hanno parlato della mastectomia, ho accettato nella mia testa che doveva essere fatto, ma ero preoccupata di come mi sarei sentita. Effettivamente mi sento un po' strana e non posso indossare un reggiseno ma non mi ha ancora infastidito», spiega Charlotte. I medici hanno rimosso dal seno 24 linfonodi, di cui cinque erano cancerogeni.

Interventi rapidi
«È un cancro raro, quindi bisogna agire rapidamente, ecco perché fanno prima la chemioterapia e poi la mastectomia. Ora ho una cicatrice dalla mastectomia dal centro del seno proprio sotto il braccio, più o meno diritto attraverso e sotto l'ascella. È ancora intorpidito sotto la mia ascella perché i chirurghi hanno tagliato il nervo principale per raggiungere i linfonodi. Sto guarendo molto bene, anche se è ancora dolorante», continua Charlotte.

I controlli sono importanti
La donna esorta tutte le persone a eseguire controlli periodici per evitare di arrivare troppo tardi nell’ipotesi di un cancro. «Molte persone pensano che il cancro colpisca solo le donne più anziane, ma non è affatto vero. Ci sono persone sui vent'anni che ce l’hanno e non hanno ancora vissuto la loro vita. Penso che dovremmo continuare a ripeterlo, perché non credo che la gente pensi di fare controlli se non ha una storia familiare di cancro. Non posso criticare il servizio sanitario nazionale. Sono stati assolutamente fantastici durante tutta la faccenda», conclude Charlotte.