14 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Ecco cosa accade 90 minuti dopo aver bevuto una bevanda energetica

Ancora conferme sui danni provocati dall’utilizzo delle bevande energetiche. Ecco cosa hanno scoperto alcuni scienziati dell'Università del Texas
Ecco cosa accade 90 minuti dopo aver bevuto le bevande energetiche
Ecco cosa accade 90 minuti dopo aver bevuto le bevande energetiche (Shutterstock.com)

Le bevande energetiche sono state messe più volte sul banco degli imputati. Sembrano aver provocato – forse in individui maggiormente predisposti – un ictus in seguito alla loro assunzione. Seppur si tratta (per fortuna) di casi abbastanza rari, hanno destato l’interesse di alcuni scienziati che hanno voluto verificare cosa accade davvero al nostro organismo dopo aver consumato una bibita energetica. Ed ecco i risultati ottenuti e presentati alle Scientific Sessions dell'American Heart Association 2018 di Chicago.

90 minuti a rischio
Un team di ricercatori dell'Università del Texas (Houston) ha testato l’effetto delle bevande energetiche sui vasi sanguigni. A quanto pare nei novanta minuti successivi, potrebbe accadere qualcosa di ben poco gradito al nostro organismo: aumenterebbe vistosamente il rischio di infarto e ictus.

Cosa succede?
Le bevande energetiche – secondo i dati ottenuti dagli scienziati – restringerebbero i vasi sanguigni limitando il flusso di sangue a molti organi vitali. Ricordiamo che studi precedenti avevano evidenziato anche problemi cardiaci, a stomaco e cuore in seguito al consumo di bevande energetiche. Il nuovo studio, invece, ha trovato anche una relazione tra il consumo di bevande energetiche e la sindrome metabolica. Altri studi recenti avevano anche messo in evidenza la pericolosità delle bevande energetiche. Tra gli effetti collaterali maggiormente evidenziati ci sono aritmie, battito cardiaco accelerato, nausea e convulsioni.

Lo studio
Durante lo studio, il team ha preso in esame 44 studenti provenienti dalla McGovern Medical School di UTHealth. Tutti avevano un’età media di circa vent’anni, non erano fumatori ed erano stati classificati come soggetti sani. In fase di ricerca, gli studiosi hanno testato principalmente la funzione dell’endotelio – ovvero dello strato di cellule che rivestono la superficie dei vasi sanguigni. La disfunzione endoteliale è considerata un indicatore di infarto perché le arterie non riescono a essere sufficientemente elastiche.

I test
I ricercatori hanno condotto due test: nel primo gli scienziati hanno esaminato la funzione endoteliale dei partecipanti prima di bere una bevanda energetica da 700 ml e 90 minuti dopo. Nel secondo test, invece, ai volontari è stata valutata la dilatazione flusso-mediata dell’arteria tramite ecografia sia prima che 90 minuti dopo l’ingestione della bevanda energetica.

I risultati
Dai risultati è emerso che nell’arco di novanta minuti, il diametro dei vasi sanguigni era stato ridotto di circa la metà. Secondo gli scienziati questo effetto potrebbe essere provocato dal mix di ingredienti che si trovano normalmente in una bevanda energetica: caffeina, taurina, zucchero ecc. È probabile che le sostanze nervine – unite a dosi elevatissime di zuccheri provochino seri problemi. Ricordiamo che una lattina di Red Bull contiene circa 37 grammi di zucchero – nove cucchiaini da tè. E la scienza ci dice che dosi alte di zucchero possono contrarre i vasi sanguini riducendo l’afflusso di sangue verso gli organi vitali.

Pericolo caffeina
D’altro canto anche la caffeina potrebbe causare diversi danni: contrazione eccessiva dei vasi sanguigni e rilascio di adrenalina, un ormone che aumenta (temporaneamente) la pressione sanguigna. «Dato che le bevande energetiche stanno diventando sempre più popolari è importante studiare gli effetti di queste bevande su coloro che le bevono frequentemente e determinare meglio quali sono un modello di consumo sicuro», conclude John Higgins, professore di medicina presso la McGovern School.