16 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

Gli spinaci (e la barbabietola) evitando la perdita della vista

Un nuovo studio ha messo in evidenza come alcuni composti presenti negli spinaci e nelle barbabietole possano impedire una degenerazione della vista

Spinaci e barbabietola per proteggere la vista
Spinaci e barbabietola per proteggere la vista (Dionisvera | Shutterstock)

Altro che carote, per migliorare la vista ci vogliono spinaci e barbabietole. Questi due preziosi ortaggi, infatti, contengono delle sostanze chiamate nitrati. Esattamente le stesse che si trovano nei salumi ma, a differenza di quest’ultimi, sono totalmente naturali. I nitrati, oltre a migliorare la salute cardiovascolare, riuscirebbero anche a prevenire la degenerazione maculare. Ovvero di una delle cause principali della perdita della vista delle persone over 50. Ecco i dettagli dello studio appena pubblicati su Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics.

Rischio ridotto
Dai risultati dello studio, condotto da alcuni scienziati australiani, si è potuto evincere come le persone che mangiavano da 100 a 142 milligrammi di nitrati – assunti attraverso vegetali – presentavano un rischio inferiore del 35% di sviluppare una degenerazione maculare, rispetto a chi assumeva dosi inferiori (circa 69 mg) di nitrati ogni giorno.

Quanti nitrati ci sono negli spinaci?
In ogni etto di spinaci ci sono circa 20mg di nitrati – dosi leggermente inferiori per la barbabietola (circa 15 milligrammi). Durante lo studio i ricercatori hanno preso in esame oltre 2000 adulti australiani di età superiore ai 49 anni e li hanno seguiti per un periodo di 15 anni. «Questa è la prima volta che si misurano gli effetti dei nitrati alimentari sul rischio di degenerazione maculare. Se i nostri risultati saranno confermati, incorporare una gamma di alimenti ricchi di nitrati alimentari - come verdure a foglia verde e barbabietole rosse - potrebbe essere una semplice strategia per ridurre il rischio di degenerazione maculare precoce», spiega Bamini Gopinath del Westmead Institute for Medical Research (Australia).

Più se ne mangiano meglio è?
No. Aumentando ancor di più la dose e arrivando, per esempio, a 149 milligrammi al giorno non si assiste a nessun miglioramento aggiuntivo. D’altro canto, le verdure rappresentano un’ottima arma preventiva contro la perdita della vista, considerando che al momento – per la degenerazione maculare – non esiste cura.

Quantità di nitrati nei vegetali coltivati in Italia

Lattuga (1383 mg/kg)

Spinaci (1311 mg/kg)

Broccoli (447 mg/kg)

Sedano (1215 mg/kg)

Finocchio (668 mg/kg)

Radicchio (152 mg/kg)

Carote (78 mg/kg)

Cicoria (119 mg/kg).

Piselli (6 mg/kg)

Pomodori (3 mg/kg)

Cosa sono i nitrati
I nitrati sono dei composti di nitrogeno sfruttati dai vegetali come fonte di nutrimento. Il fatto che un ortaggio possa esserne più o meno ricco dipende dalla quantità presente nel terreno in cui vive la pianta. In natura si trova sotto forma di nitrato, ma se esso viene a contatto con alcuni tipi di batteri tale sostanza può essere trasformata in nitriti. Questi ultimi reagiscono facilmente con l’emoglobina e con le ammine, formando – in alcuni casi – pericolose nitrosamine. Oltre agli spinaci e alla barbabietola, i nitrati si trovano in abbondanza nella rucola, nella cicoria, nella valeriana e nelle costine. La rucola pare essere il vegetale che ne contiene di più: 3.000mg per chilo. Ma quasi tutte le verdure che portiamo in tavola contengono nitrati, in particolare le brassicacee. Famiglia di cui fanno parte – oltre alla rucola – anche la senape, il cavolo, il cavolfiore, i broccoli e i ravanelli. Tra le Asteraceae ci sono invece la lattuga, l’indivia e gli asparagi. Mentre le apiacee più ricche sono il prezzemolo, le carote, il sedano e il finocchio. Pochi nitrati, invece, per le solanacee come le patate e le Liliaceae (aglio, cipolla).

Leggi anche: 5 buoni motivi per usare la barbabietola ogni giorno
E’ un ortaggio dai mille appellativi. Ottimo contro la disfunzione erettile e per un cuore sano, ne basta mezzo bicchiere al giorno.

Fonti scientifiche

[1] Livelli di nitrato negli alimenti vegetali: il caso dei prodotti orticoli italiani Sagratella E., Pastorelli A.A., Stacchini P., Baldini M., Morelli S., Zaza S. Istituto Superiore di Sanità, Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, Roma Dr. Augusto Alberto Pastorelli Istituto Superiore di Sanità, Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare

[2] Nitrite in nitric oxide biology: Cause or consequence? A systems-based review Nathan S. Bryan Institute of Molecular Medicine, University of Texas at Houston Health Sciences Center, 1825 Pressler, Houston, TX 77030, USA Received 6 April 2006; revised 12 May 2006

[3] Afr J Tradit Complement Altern Med. 2017; 14(3): 31–41. Published online 2017 Mar 1. doi:  10.21010/ajtcam.v14i3.4 PMCID: PMC5412236 PMID: 28480414 NITRATE IN LEAFY GREEN VEGETABLES AND ESTIMATED INTAKE Danijel Brkić,1 Jasna Bošnir,1 Martina Bevardi,1 Andrea Gross Bošković,2 Sanja Miloš,2 Dario Lasić,1 Adela Krivohlavek,1 Aleksandar Racz,3,* Ana Mojsović Ćuić,3 and Natalija Uršulin Trstenjak