16 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Pericolo smartphone

La luce blu degli smartphone uccide le cellule dell’occhio e può portare alla cecità

Un team di scienziati dell’università di Toledo ha dimostrato come la luce blu emessa dagli smartphone possa causare danni irreversibili agli occhi

Il pericolo della luce blu degli smartphone
Il pericolo della luce blu degli smartphone ( Shutterstock )

Cattive notizie per tutte le persone che usano frequentemente gli Smartphone. Come già si sapeva da tempo, infatti, la luce blu è deleteria per la nostra salute. Una nuova ricerca spagnola ha però rilevato aspetti ancor più inquietanti: le onde luminose emesse dai dispositivi mobili – ma anche dai pc- può arrivare a uccidere le cellule dell’occhio. Inutile dire che un utilizzo frequente predispone le persone alla cecità.

Assassini cellulari
I ricercatori hanno descritto il comportamento della luce blu emessa dai dispositivi elettronici molto pericoloso perché trasforma le molecole vitali della retina in assassini cellulari. È quanto è emerso recentemente da uno studio condotto dall’Università di Toledo. In sintesi, tale processo porta alla degenerazione maculare, una delle principali cause di cecità. Quando si assiste alla degenerazione della macula si ha una significativa perdita della vista dovuta alla morte delle cellule dei fotorecettori nella retina.

Perché accade
«Siamo continuamente esposti alla luce blu ma la cornea e la lente dell'occhio non possono bloccarla o rifletterla. Non è un segreto che la luce blu deteriori la nostra visione danneggiando la retina dell'occhio, i nostri esperimenti spiegano come ciò accada e speriamo che questo porti a terapie che rallentino la degenerazione maculare, come un nuovo tipo di collirio, per esempio», spiega il professor jith Karunarathne, assistente professore nel dipartimento di chimica e biochimica dell'UT.

Fotorecettori e vista
I fotorecettori della retina hanno la necessità di avere a disposizione delle molecole retiniche affinché si possa percepire la luce e innescare una cascata di input verso il cervello. «Hai bisogno di un continuo rifornimento di molecole retiniche se vuoi vedere. I fotorecettori sono inutili senza retina, che viene prodotta negli occhi», continua Karunarathne.

Luce blu e reazioni retiniche
Grazie allo studio condotto dal team di Karunarathne, si è potuto evidenziare come l’esposizione alla luce blu provochi reazioni a livello della retina che generano molecole chimiche che fungono come un vero e proprio veleno per i fotorecettori. «È tossico: se diffondi la luce blu sulla retina, la retina uccide le cellule dei fotorecettori mentre la molecola di segnalazione sulla membrana si dissolve. Le cellule dei fotorecettori non si rigenerano negli occhi, quando sono morte, sono morte per sempre», spiega Kasun Ratnayake, ricercatore del gruppo di Karunarathne.

Una combinazione micidiale
Durante l’esperimento il team di ricerca ha introdotto cellule retiniche in altre cellule del corpo. Tra queste le cellule nervose, quelle cancerose e quelle cardiache. Se esposte alla luce blu, tutti i tipi di cellule sono morte a causa della combinazione con le cellule retiniche. Tuttavia, «nessuna attività veniva innescata in seguito alla diffusione della luce verde, gialla o rossa. La tossicità generata dalla retina dalla luce blu è universale: può uccidere qualsiasi tipo di cellula», continua Karunarathne.

Cosa si può fare?
Qualcosa, però, probabilmente si può fare. Lo studio, infatti, non è finito qui e gli scienziati hanno provato a testare l’effetto di alcuni antiossidanti come l’alfa tocoferolo (un derivato della vitamina E) e i risultati sono stati piuttosto positivi: il composto ha impedito alle cellule di morire. È importante tuttavia sottolineare che la capacità di protezione dell’occhio si riduce sempre di più con l’età o in seguito a soppressione delle difese immunitarie. «Questo è quando si verifica il vero danno. Se guardi la quantità di luce che esce dal tuo telefono cellulare, non è eccessiva ma sembra tollerabile. Alcune società di telefonia mobile aggiungono filtri agli schermi, e penso che sia una buona idea», commenta il dottor John Payton, visiting assistant professor nel dipartimento di chimica e biochimica dell'UT.

Il consiglio
Secondo Karunarathne l’unico modo – al momento – per proteggere bene gli occhi dalla luce blu è quello di indossare degli occhiali da sole ed evitare di usare i telefoni cellulari in ambienti scarsamente illuminati. «Ogni anno negli Stati Uniti vengono segnalati oltre due milioni di nuovi casi di degenerazione maculare correlata all'età. Imparando di più sui meccanismi della cecità alla ricerca di un metodo per intercettare le reazioni tossiche causate dalla combinazione di retina e luce blu, speriamo di trovare un modo per proteggere la visione dei bambini che crescono in un mondo high-tech», conclude Karunarathne.

Fonti scientifiche: Blue light excited retinal intercepts cellular signaling - Kasun Ratnayake, John L. Payton, O. Harshana Lakmal & Ajith Karunarathne - Scientific Report