11 dicembre 2018
Aggiornato 12:56

La dieta chetogenica mantiene in forma cervello e intestino

La dieta chetogenica riduce il rischio di declino cognitivo e migliora la salute dell’intestino
La dieta chetogenica previene il declino cognitivo
La dieta chetogenica previene il declino cognitivo (SewCream | Shutterstock)

La dieta chetogenica, divenuta di moda da alcuni anni e oggetto di discussione da parte di molti esperti, sembra ora rivelare il suo lato migliore. Da un recente studio, infatti, è emerso che questo particolare regime alimentare migliora notevolmente la funzione neurovascolare, a tal punto da prevenire il declino cognitivi. Gli interessanti risultati sono stati pubblicati recentemente su Scientific Reports.

Dieta e funzione neurovascolare
Più studi hanno messo in evidenza come la dieta, ma soprattutto la salute intestinale, siano in qualche modo collegati con la salute cerebrale. «L'integrità neurovascolare, compreso il flusso sanguigno cerebrale e la funzione barriera emato-encefalica, gioca un ruolo importante nelle capacità cognitive. La scienza recente ha suggerito che l'integrità neurovascolare potrebbe essere regolata dai batteri nell'intestino, così abbiamo deciso di verificare se la dieta cheteogenica potesse potenziare la funzione vascolare cerebrale e ridurre il rischio di neurodegenerazione nei giovani topi sani», ha spiegato il dottor Ai-Ling Lin, dell'Università del Kentucky.

Lo studio
Per comprendere appieno il ruolo della dieta chetogenica sulla salute cerebrale, gli scienziati hanno condotto uno studio su modello animale, utilizzando topi di 12-14 settimane. Metà di loro ha consumato una dieta chetogenica, mentre l’altra metà ha seguito un regime alimentare tradizionale.

I risultati
Dopo circa quattro mesi, gli scienziati hanno notato che i topi che seguivano una dieta chetogenica avevano assistito a un aumento significativo del flusso sanguigno cerebrale. Ma non solo: avevano anche un miglior equilibrio del microbiota intestinale, livelli più bassi di glucosio nel sangue e minor peso corporeo. Infine, fattore ancor più rilevante, si assisteva a una maggiore attività del meccanismo che sovraintende al processo di rimozione delle beta-amiloidi del cervello. Una caratteristica che ben sappiamo essere collegata al morbo di Alzheimer.

Una dieta contro l’Alzheimer
«Mentre le modificazioni dietetiche, in particolare la dieta chetogenica, hanno dimostrato l'efficacia nel trattamento di alcune malattie, abbiamo scelto di testare giovani topi sani usando la dieta come potenziale misura preventiva. Siamo stati lieti di vedere che potremmo effettivamente essere in grado di utilizzare la dieta per mitigare i rischi per la malattia di Alzheimer», continua Lin.

mTOR
Secondo gli scienziati, gli effetti benefici collegati alla riduzione del rischio, sono dovuti all’inibizione di un sensore di nutrienti conosciuto con il nome di mTOR e usato come obiettivo meccanicistico della rapamicina. Esso influenza l’estensione della vita e la promozione della salute. «Oltre alla dieta chetogenica, mTOR può anche essere inibito dalla semplice restrizione calorica o dalla rapamicina farmaceutica», spiega Lin.

La conferma
Il team del dottor Lin ha condotto un ulteriore studio, sfruttando le tecniche di neuroimaging per comprendere gli effetti della rapamicina, della dieta chetogenica o della restrizione calorica sulle funzioni cognitive. «Il nostro precedente lavoro ha già dimostrato l'effetto positivo della rapamicina e della restrizione calorica sulla funzione neurovascolare. Abbiamo ipotizzato che il neuroimaging potrebbe permetterci di vedere quei cambiamenti nel cervello vivente. Ancora più allettante: i dati suggerivano che la restrizione calorica funzionava come una sorta di "fonte di giovinezza" per i roditori invecchiati, le cui funzioni neurovascolari e metaboliche erano migliori di quelle dei giovani topi con una dieta senza restrizioni. È troppo presto per sapere se i regimi conferiranno lo stesso beneficio agli esseri umani, ma dal momento che la rapamicina e altri inibitori di mTOR sono già stati approvati dalla FDA e sono ampiamente prescritti per altre malattie, è realistico pensare che lo studio nell'uomo possa seguire relativamente rapidamente», concludono gli scienziati. I risultati dello studio sono stati pubblica su Frontiers in Aging Neuroscience.

Fonti scientifiche

[1] Jennifer Lee et al. Neuroimaging biomarkers of mTOR inhibition on vascular and metabolic functions in aging brain and Alzheimer’s disease. Front. Aging Neurosci, published online July 26, 2018; doi: 10.3389/fnagi.2018.00225

[2] David Ma et al. 2018. Ketogenic diet enhances neurovascular function with altered gut microbiome in young healthy mice. Scientific Reports 8, article number: 6670; doi: 10.1038/s41598-018-25190-5