17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31
Lotta al cancro

L’olio di pesce e gli omega 3 possono fermare la diffusione del cancro al seno

Un nuovo studio mostra che l’assunzione di acidi grassi omega-3 può contrastare la crescita e la diffusione delle cellule del tumore al seno

Salmone ricco di omega 3
Salmone ricco di omega 3 Shutterstock

Anche nel caso di cancro già sviluppato la dieta ha un importante ruolo. Secondo un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Clinical & Experimental Metastasis, infatti, una dieta che contiene adeguate dosi di acidi grassi omega-3, come quelli contenuti nell’olio di pesce, nel salmone o nel pesce azzurro, può aiutare a controllare la crescita e la diffusione delle cellule di cancro al seno.

Lo studio
I ricercatori dell’Università del Nebraska Medical Center hanno condotto uno studio su modello animale in cui si è scoperto come gli acidi grassi omega 3 impedivano la formazione di ulteriori tumori ritardati (o recidive) e impedivano alle cellule cancerogene di diffondersi in altri organi. Nello specifico, il team del dott. Saraswoti Khadge ha utilizzato due gruppi di 20 topi adulti che sono stati nutriti con una dieta liquida con un conteggio delle calorie e una percentuale di grasso simili. Una delle diete conteneva oli vegetali ricchi di grassi polinsaturi omega-6 e l’altra dieta conteneva olio di pesce ricco di acidi grassi omega-3. Dopo questa prima fase, ai topi sono state iniettate cellule tumorali del seno 4T1, che sono note per causare tumori aggressivi nel seno e per diffondersi altrove. I modelli sono infine stati studiati durante autopsie eseguite 35 giorni dopo l’iniezione delle cellule del cancro al seno.

I risultati
Le analisi condotte hanno rivelato che tra i topi della dieta con gli acidi grassi omega-3, i tumori hanno impiegato molto più tempo per iniziare lo sviluppo e, inoltre, la dose di omega 3 ha contribuito a influenzare la dimensione del tumore. In particolare, i tumori rilevati nei loro seni erano del 50% più piccoli di quelli sviluppati nel gruppo omega 6. Poi, la probabilità che le cellule cancerogene crescessero e si diffondessero in altri organi era inferiore nel gruppo omega 3. I topi omega 3 sono sopravvissuti più a lungo di quelli della dieta omega-6 e alcuni dei topi nutriti con gli omega 3 sembravano non sviluppare mai il cancro del seno. Rispetto al gruppo omega 6, in quello degli omega 3 sono trovate nel tessuto più cellule T (globuli bianchi) che svolgono un ruolo nel rafforzare il sistema immunitario contro i tumori. Infine, i topi della dieta omega 3 avevano anche meno infiammazioni. «Il nostro studio – ha dichiarato in una nota il dottor Khadge – sottolinea il potenziale ruolo terapeutico degli acidi grassi omega-3 a catena lunga nel controllo della crescita e della metastasi del tumore». Sebbene il nuovo studio sia stato condotto su topi, ricerche precedenti hanno rivelato come il consumo di olio di pesce, anche sotto forma di capsule, possa sopprimere in modo drastico lo sviluppo e la diffusione del cancro al seno.

Le avvertenze
Sebbene i risultati siano stati promettenti, il dottor Khadge ha tuttavia sottolineato che le nuove scoperte non significano che una dieta ricca di omega 3 potrebbe sommariamente prevenire la formazione di tumori al seno. Nonostante ciò, Khade e colleghi credono che questi acidi grassi omega 3 sostengano i sistemi immunitario e antinfiammatorio del corpo. I ricercatori ritengono che l’infiammazione possa innescare il rapido sviluppo e la diffusione dei tumori, nonché promuovere le risposte delle cellule T ai tumori. Un maggiore controllo dell’infiammazione potrebbe dunque fare la differenza nello sviluppo e nella diffusione del cancro al seno.

Riferimento: DOI: 10.1007/s10585-018-9941-7.