11 dicembre 2018
Aggiornato 01:30

Abusi sessuali: nello sperma delle vittime rimane una cicatrice genetica

Scienziati scoprono che alle vittime di abusi sessuali rimane una sorta di cicatrice molecolare che identifica il trauma che hanno subito anni e anni prima
Gli abusi sessuali lasciano cicatrici nello sperma
Gli abusi sessuali lasciano cicatrici nello sperma (Tatiana Shepeleva - Shutterstock)

Un nuovo studio mette in luce una condizione che si teorizzava da tempo ma che la scienza ancora non era riuscita a identificare: un danno psicologico si ripercuote in maniera indelebile anche sul nostro fisico. La scoperta, ad opera degli scienziati della prestigiosa Università di Harvard, ha infatti individuato la presenza di cicatrici genetiche rilevabili a livello dello sperma delle vittime di abusi sessuali. Ecco gli interessanti risultati del nuovo studio pubblicato su Translational Psychiatry.

Non solo traumi psicologici
Quando si parla di un abuso sessuale si pensa immediatamente al trauma indelebile che le vittime possono aver registrato a livello della propria psiche. D’altro canto, sembra che non sia tutto qua: la violenza incide anche sullo sperma di un individuo. A suggerirlo sono stati alcuni scienziati dell’Università di Harvard che sono riusciti a trovare differenze nei segnali chimici che si trovano nel codice genetico delle vittime.

Metilazione del DNA
Per giungere a tali conclusioni, i ricercatori hanno esaminato un processo chimico chiamato metilazione del DNA osservando i campioni di sperma derivanti dai partecipanti allo studio. Attraverso la metilazione, determinate strutture che prendono il nome di gruppo metilico vengono aggiunte a un filamento di DNA e agiscono come interruttori dimmerabili genetici. Pare che le vittime, in tal senso, presentino delle differenze rispetto a chi non è stato oggetto di abuso sessuale. I risultati, a detta degli scienziati, non suggeriscono solo che l’impasto psico/fisico dura una vita intera ma che – coinvolgendo anche lo sperma – il danno si estende anche alle generazioni future.

Traumi e prole
«Sappiamo già che ci sono molti meccanismi comportamentali in base ai quali il trauma ha effetti negativi sulla prossima generazione. Il trauma ovviamente influenza il comportamento delle persone traumatizzate. Spesso li rende depressi, dà loro disturbo da stress post-traumatico, e quelle condizioni di salute mentale influenzano la loro genitorialità e influenzano i bambini. Questo è un altro possibile percorso», ha spiegato al The Independent, il dottor Andrea Roberts.

Cicatrici molecolari
I segni di metilazione del DNA vengono classificati come cicatrici molecolari ma secondo Roberts l’impatto di questo processo rimane ancora un mistero per gli esseri umani. Ciò che sembra evidenziarsi è che in alcuni casi queste modifiche genetiche possono permettere la trasmissione di problemi di salute alla prole. «Alcune ottime scoperte hanno dimostrato che i momenti di intenso stress durante l’infanzia influenzano alcuni segni sullo sperma, e quindi a loro volta viene influenzata la salute della prole, in particolare creando una sorta di comportamento ansioso», spiega il dott. Roberts.

Uno strumento utile
«La metilazione sta iniziando a essere vista come uno strumento potenzialmente utile nelle indagini criminali - per esempio, fornendo agli investigatori un'età approssimativa di una persona che ha lasciato un campione del loro DNA», ha dichiarato il dott. Michael Kobor dell'Università della British Columbia. «Quindi è concepibile che le correlazioni che abbiamo riscontrato tra la metilazione e l'abuso infantile potrebbero fornire una percentuale di probabilità che si sia verificato un abuso». Gli scienziati, infine, ritengono che tali risultati debbano essere confermati in studi più ampi che aprono le porte a nuove e interessanti domande a cui la scienza – prima o poi – riuscirà a rispondere.