20 ottobre 2018
Aggiornato 08:30

Ecco i batteri che potrebbero combattere i tumori a uno stadio avanzato

Alcuni tipi di batteri noti da tempo potrebbero provocare la morte delle cellule cancerose lasciando intatte quelle sane. I risultati di uno studio presentato all’International Cancer Immunotherapy Conference
Batteri Clostridium
Batteri Clostridium (Kateryna Kon | Shutterstock)

Il cancro è una delle patologie più temute al mondo. Nonostante la ricerca abbia fatto alcuni importanti passi negli ultimi anni – come nel caso dell’immunoterapia e la tecnica cart-t cell – c’è ancora molto lavoro da fare per salvare tante (troppe) vite umane. Una possibilità per aumentare la durata e la qualità della vita, potrebbe però derivare da alcuni batteri in grado di bloccare la sopravvivenza delle cellule cancerose. Ecco la recente scoperta di alcuni scienziati dell’Università del Texas.

Contro i tumori resistenti
Un particolare tipo di batterio che può essere dannoso per l’essere umano anche a dosi elevate, potrebbe aiutare i pazienti affetti da cancro in stadio avanzato, laddove le terapie di routine hanno fallito. Sfruttando la terapia batterica si potrebbe quindi portare in necrosi solo il tessuto tumorale lasciando intatto quello sano.

Clostridium
Un batterio noto da tempo con il nome di clostridium novyi è già stato oggetto di alcuni studi sul cancro. Tale microorganismo, di tipo anaerobico è conosciuto per la «sua capacità di germinare con precisione e sradicare tumori ipossici resistenti al trattamento in vari modelli animali sperimentali e sarcomi canini spontanei». Anche nel nuovo studio, gli scienziati dell’Università del Texas, hanno utilizzato ceppi di batteri attenutati che possono vivere in ambiente scarsissimo di ossigeno. Quindi non in un tessuto sano – come può essere quello dell’organismo umano - ma molto facilmente in una massa tumorale, specie quelli che crescono molto velocemente.

Sfrutta le differenze
«Sfruttando le differenze intrinseche tra tessuto sano e canceroso, il Clostridium novyi-NT rappresenta una terapia antitumorale molto precisa che può attaccare specificamente il cancro di un paziente. I batteri potrebbero essere particolarmente potenti con una nuova generazione di trattamenti contro il cancro noti come immunoterapie, che stimolano il sistema immunitario a identificare e attaccare i tumori», ha dichiarato il dottor Filip Janku, dell'università Anderson Cancer Center.

Verificare la sicurezza
Se da un lato l’iniezione di batteri di questo genere si è dimostrata particolarmente efficace nel combattere alcune forme di cancro, dall’altro prima che vi sia la possibilità di accedere a potenziali nuovi trattamenti ci vorrà parecchio tempo. Questi, infatti, necessitano di molti test condotti sull’essere umano (studio clinici) al fine di evidenziare eventuali effetti collaterali e sicurezza. Al momento gli scienziati – guidati dal dottor Janku – si sono occupati di controllare qual era la dose che potesse essere allo stesso momento sia efficace che priva di gravi effetti collaterali.

Lo studio
Durante lo studio sono stati coinvolti 24 pazienti affetti da varie forme cancerose, esclusi i tumori non solidi. Tutti i partecipanti allo studio avevano mostrato una resistenza alla chemioterapia e altri trattamenti classici. A ognuno di loro è stata iniettata una quantità di spore batteriche compresa fra 10.000 e 3 milioni. È importante sottolineare, però, che i due pazienti trattati con la dose massima di batteri hanno sviluppato una grave sepsi o una cancrena gassosa. Per questo motivo gli scienziati ritengono che una dose, per essere considerata sicura, non dovrebbe mai superare il milione di spore.

I risultati
Scartando i due pazienti che hanno sviluppato la sepsi, tutti gli altri hanno evidenziato una ridotta crescita tumorale, fino al 10%. Tuttavia, secondo Janku, la riduzione finale della massa tumorale potrebbe essere di gran lunga maggiore. Questo accade perché inizialmente l’iniezione causa infiammazione e gonfiore da parte delle cellule tumorale con una conseguente risposta positiva del nostro sistema immunitario.

I punti di forza
Secondo i ricercatori, la nuova terapia presenta diversi punti di forza. Tra questi il fatto che le spore batteriche – nel 46% dei casi – sono riuscite a germinare e moltiplicarsi provocano sia necrosi del tumore che morte cellulare (del cancro). Ma anche quando le spore non hanno potuto svilupparsi correttamente queste sono riuscite a risvegliare il sistema immunitario permettendogli di attaccare il tumore.

Distruzione del tumore
«In seguito ai risultati preliminari, sembra che Clostridium novyi-NT sia in grado di attivare la risposta immunitaria oltre a causare la distruzione del tumore. Siamo stati estremamente incoraggiati dai risultati di questo studio, specialmente in pazienti con sarcomi avanzati, in cui l'immunoterapia non si è dimostrata molto efficace. Questa strategia batteriolitica ha il potenziale per essere clinicamente significativa, specialmente in combinazione con gli inibitori del checkpoint, per i pazienti affetti da tumori solidi avanzati», conclude Junk. I risultati dello studio sono stati presentati presso l’International Cancer Immunotherapy Conference di New York.

Fonti scientifiche

[1] Genes & Diseases - Volume 3, Issue 2, June 2016, Pages 144-152 Genes & Diseases - Clostridium novyi-NT in cancer therapy - VerenaStaedtkeab1Nicholas J.Robertsac1Ren-YuanBaidShibinZhoua

[2] J Cancer Res Ther. 2018;14(Supplement): S1-S6. doi: 10.4103/0973-1482.204841. Learning from Clostridium novyi-NT: How to defeat cancer.  Wang L1, Wang Q2, Tian X3, Shi X4.