18 ottobre 2018
Aggiornato 11:00

Alcune persone sviluppano sintomi più gravi durante il raffreddore. Ecco perché

Ci sono persone che sviluppano sintomi molto più gravi durante un banale raffreddore. Gli scienziati sono rimasti stupiti dal motivo per cui ciò accade
Perchè alcune persone sviluppano i sintomi del raffreddore in maniera più grave
Perchè alcune persone sviluppano i sintomi del raffreddore in maniera più grave (Estrada Anton | Shutterstock)

Probabilmente abbiamo preso lo stesso virus di tante altre persone ma per un motivo sconosciuto noi sviluppiamo sintomi peggiori di tutti gli altri. Una nostra sensazione? Probabilmente no. Un recente studio, infatti, ha messo in evidenza come alcuni microorganismi che vivono dentro di noi potrebbero determinare la gravità di una condizione respiratoria. La scoperta, ad opera di alcuni scienziati della Facoltà di Medicina dell'Università della Virginia, potrebbe aprire la strada a terapie individualizzate per i virus. Ecco i risultati ottenuti dallo studio e pubblicati su Scientific Reports.

I soggetti più a rischio
In sintesi, sarebbe la flora nasale a peggiorare la situazione nel caso in cui venissimo a contatto con virus respiratori. Le persone che hanno una maggiore presenza di batteri che provocano infezioni del tratto respiratorio inferiore, hanno anche maggior probabilità di tossire e starnutire durante un raffreddore comune. D’altro canto, anche studi precedenti avevano messo in evidenza come il microbiota intestinale poteva influenzare le risposte immunitarie innate.

Lo studio
Durante lo studio, il team di ricerca ha preso in esame il microbiota nasale di 152 persone prima e dopo essere state inoculate con il rinovirus di tipo 39. In pratica un comune patogeno che causa il raffreddore. Durante l’analisi della flora, i ricercatori hanno utilizzato sia tamponi nasali che campioni fecali, dopodiché li hanno confrontanti – per cinque giorni – allo scopo di valutare le differenze in termini di sintomatologia.

I primi risultati
Gli scienziati, che da anni si occupano di ricerche inerenti ai raffreddori comuni, sono rimasti particolarmente stupiti nel notare che esistono almeno sei diversi modelli di comunità batteriche (o microbiomi). «La prima sorpresa è stata la possibilità di identificare questi diversi tipi di contenitori in cui le persone si adattano, e dopo il fatto che questi sembrano avere un impatto sul modo in cui una persona risponde al virus e quanto si ammala», ha dichiarato il professor Ronald Turner dell'Università della Virginia. Ogni modello sembrava essere associato alla carica virale o alla quantità di rinovirus che si aveva nel corpo.

Chi aveva i sintomi più gravi?
Le persone che manifestavano sintomi più gravi erano quelle che avevano una quantità elevata di stafilococco. Si tratta di un batterio che può provocare anche dermatiti, intossicazioni alimentari, impetigine e sindromi da shock tossico. D’altro canto, anche i pazienti che possedevano una quantità più elevata di Moraxella, i quali generalmente riducono il numero di infezioni del tratto respiratorio, hanno sviluppato sintomi peggiori con una carica virale in eccesso. Tutto questo accadeva nonostante il ceppo virale inoculato fosse esattamente lo stesso. «Il microbioma di fondo, il pattern batterico che si trova nella cavità nasale, ha influenzato il modo in cui una persona reagiva al virus durante la malattia», continua Turner.

Ulteriori test
Per approfondire l’argomento, gli scienziati hanno voluto vedere se assumere probiotici potesse in qualche modo attenuare i sintomi del raffreddore o modificare il microbioma nasale. Per tale motivo, a tutti i partecipanti è stato somministrato un liquido probiotico da bere. Tuttavia, con enorme dispiacere gli scienziati hanno constatato che tali batteri non hanno influito né sul microbioma nasale né su quello dell’apparato gastrointestinale. Probabilmente, ipotizzano i ricercatori, bisognerebbe sperimentare un probiotico spray da mettere direttamente nel naso. «Non sarà così semplice, non credo. Una delle cose che sarebbe interessante da chiedere, e questo sarebbe uno studio completamente diverso, è, cosa succede se dai antibiotici? Puoi cambiare la flora nasale somministrando antibiotici? Ed è una cosa buona o è una cosa brutta? Queste sono tutte incognite della scienza».

Una relazione certa?
Trattandosi dei primi risultati ottenuti in tal senso, gli scienziati cercano di essere cauti con i risultati ottenuti. Non è ancora confermato il legame microbiota/gravità dei sintomi. «Quello che stiamo segnalando è un'associazione, quindi è del tutto possibile che il fatto che tu abbia lo stafilococco nel naso e che tu abbia più sintomi non sia direttamente correlato. Può darsi che ci sia qualche caratteristica di base dell'ospite che ti rende soggetto a sviluppare lo stafilococco nel naso e, di conseguenza, aumenti le probabilità di ammalarsi», spiega ancora Turner. 

Sono i geni?
Nell’ultima ipotesi di Turner sarebbero i geni i veri responsabili della composizione dei batteri nasali e anche della gravità dei sintomi. Ma potrebbero anche esserci elementi ambientali che entrano in gioco. «Che tu sia esposto all'inquinamento, che sia allergico o se si tratta di un numero qualsiasi di cosa possa avere un impatto su di esso, non lo so. Ma sospetto che ci sia qualche interazione tra l'ospite e l'ambiente e il patogeno che determina la condizione», conclude Turner.