30 marzo 2020
Aggiornato 18:00
Latte e trattamenti anticancro

Una proteina del latte può ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia

Gli effetti collaterali della chemioterapia sono notoriamente pesanti, ma uno studio mostra che una proteina del latte può alleviarli

Latte
Latte Shutterstock

Scienziati della Virginia Tech University e della Wake Forest School of Medicine, Winston-Salem, hanno condotto uno studio in cui si mostra come una proteina del latte possa ridurre e alleviare i pesanti effetti della chemioterapia nel trattamento dei tumori. Nel caso specifico, i ricercatori sono partiti dal concetto che la chemioterapia – come altre terapie antitumorali – può danneggiare le papille gustative e il senso dell’olfatto, per cui i pazienti si trovano privati di una preziosa interazione tra gusto e olfatto che permette di sentire i sapori e gustare ciò che si mangia. Il problema del non sentire odori e gusti è che, nel tempo, queste alterazioni (o TSA) possono portare i pazienti a gravi perdite di appetito e anche anoressia. Tutto ciò può compromettere seriamente la capacità dei pazienti di recuperare dalla malattia.

Lo studio
La dott.ssa Susan E. Duncan e colleghi hanno analizzato gli effetti della lattoferrina, una sostanza altamente bioattiva presente nella saliva e nel latte, utilizzata come trattamento per la TSA. «I meccanismi molecolari alla base della TSA non sono ben noti – spiega la dott.ssa Duncan – Il sintomo prevalente descritto dai pazienti sottoposti a chemioterapia è un sapore o un retrogusto metallico persistente, con o senza assunzione di cibo, che può durare per ore, settimane o anche mesi dopo il completamento dei trattamenti». La conseguenza è che i pazienti oncologici soffrono di scarso appetito, perdita di peso, depressione e malnutrizione, tutti elementi dannosi per il recupero. Sebbene la TSA sia diffusa e oggetto di frequenti lamentele da parte dei malati di cancro, fino a ora non sono state stabilite terapie che possano prevenire o trattare in modo affidabile questo problema.

I risultati
Lo studio e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Food & Function, e rivelano che la proteina del latte può essere d’aiuto nel recupero di olfatto e gusto nei pazienti oncologici. «La nostra ricerca – sottolinea Duncan – mostra che l’integrazione giornaliera di lattoferrina produce cambiamenti nei profili proteino-salivari dei pazienti oncologici. Vantaggi che possono essere influenti nell’aiutare a proteggere il gusto e la percezione dell’odore. Questo suggerisce che con la lattoferrina, come integratore alimentare, possiamo ridurre la TSA per molti pazienti, ripristinando la loro capacità di gustare cibi in un momento in cui la nutrizione può svolgere un ruolo chiave nel loro recupero».

Migliorare la qualità della vita
Secondo il team di ricerca, lo studio potrebbe aiutare a sviluppare biomarcatori TSA mirati e strategie per migliorare la qualità della vita durante la chemioterapia. «I malati di cancro, insieme ai loro familiari e amici, possono trovare di nuovo un conforto nel godersi un pasto insieme», commenta la ricercatrice. Gli autori dello studio ritengono che i loro risultati consentiranno ai malati di cancro di gustare correttamente i cibi e di godere di un migliore appetito. Il che consente di seguire un’alimentazione più ottimale durante un periodo critico di recupero. Infine, fanno presenti i ricercatori, la supplementazione di lattoferrina migliora anche l’espressione delle proteine salivari, che possono aiutare a ridurre lo stress ossidativo e gli effetti collaterali che ne derivano. Anche le infezioni del cavo orale, come per esempio il mughetto, possono essere ridotte con la lattoferrina.

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