23 ottobre 2018
Aggiornato 02:00

Cozze contaminate da Escherichia Coli: è allarme in tutta Italia. Sintomi, cure e prevenzione

Ennesimo allarme per le cozze contaminate da Escherichia Coli. Ecco come difendersi
Cozze contaminate da Escherichia Coli
Cozze contaminate da Escherichia Coli (Gaus Alex | Shutterstock)

Nuovo allarme per alimenti contaminati. Questa volta sono le cozze i cibi che potrebbero mettere a repentaglio la nostra salute. Molte, infatti, sono contaminate dal batterio Escherichia Coli in una misura considerevolmente più alta rispetto ai limiti consentiti dalla legge. L’allarme è stato lanciato dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff). Ecco quali sono i prodotti da cui stare alla larga.

Cozze ed Escherichia Coli
I mitili sono tra gli alimenti più comunemente a rischio per quanto riguarda la contaminazione da Escherichia Coli. Questa volta la segnalazione interessa soprattutto le cozze refrigerate vive che sarebbero in vendita su tutta la nostra penisola. Le indagini, attualmente, sono ancora in corso per cui non è possibile identificare tutti i numeri di lotto.

Tutta Italia
Le cozze contaminate dal batterio, purtroppo, non sarebbero state vendute solo attraverso la grande distribuzione ma sarebbero disponibili anche presso molte altre piccole pescherie. Da questi prodotti, quindi, non ci sarebbe scampo e tutte le regioni d’Italia presenti al Nord ma anche al Centro e al Sud, sarebbero a rischio.

Ritiro cautelativo
Al momento gli organismi di controllo hanno richiesto un ritiro cautelativo di tutte le cozze refrigerate vive. Tuttavia, è importante sottolineare che alcuni prodotti potrebbero essere ancora in commercio o essere stati acquistati in precedenza. Inoltre, vi è la possibilità – non poi così remota – che vi siano delle vendite illegali o che siano sfuggite ai controlli. Per tale motivo è importante che tutte le persone prestino la massima attenzione durante l’acquisto o il consumo di mitili.

Perché sono contaminate?
Purtroppo, come accennato in precedenza, non è poi così insolito mettere in tavola mitili contaminati da Escherichia Coli. Il batterio, infatti, si trova frequentemente nei nostri mari a causa dell’aumento dell’inquinamento. In particolare, sarebbe la presenza di feci nelle acque a portare alla diffusione del batterio. Basti pensare che un essere umano, in media, espelle giornalmente attraverso le sue feci, un numero di unità di E. coli variabile da 10 a 100 milioni formanti una colonia.

Sintomi dell'infezione da Escherichia coli
L'Escherichia coli è un enterobatterio che provoca sintomi piuttosto intensi: nausea, violenti crampi addominali, diarrea, vomito. Se non si interviene in tempo, o se l’organismo è stato infettato in maniera grave, si possono anche presentare infezioni delle vie urinarie e febbre alta. Ma non è insolito che l’infezione si evolva in meningite, polmonite, peritonite e setticemia.

L'Escherichia coli
Quando si parla di Escherichia Coli non ci si riferisce a un batterio ben preciso, ne esistono, infatti, 171 sierotipi. Ognuno di questi è stato classificato in base alle caratteristiche e al grado di invasività e alle patologie che possono causare. E, purtroppo, al momento non è esiste una cura specifica per le infezioni che può causare. In alcuni casi si ricorre alla terapia antibiotica – specie se sono in atto complicanze come la meningite o altra patologia contro i batteri. In tutti gli altri casi l'infezione guarisce spontaneamente da sé nel giro di qualche giorno, a meno che non si tratti di soggetto debilitato o immunodepresso.

Evitare le contaminazioni
Per prevenire le infezioni da Escherichia coli, oltre ovviamente a non consumare cozze crude e vive, è buona abitudine lavarsi bene le mani dopo essere andati in bagno. Allo stesso modo, è essenziale prestare molta attenzione a tutti i luoghi in cui si trovano liquidi fecali o residui di feci. Anche se è importante sottolineare che alcuni ricercatori hanno trovato questi batteri in luoghi apparentemente estranei: tastiere di computer, telefonini eccetera. Per cui è bene lavarsi sempre le mani prima di toccare un qualcosa che poi si porta alla bocca. Allo stesso modo, quando si va al mare e si fa il bagno, bisognerebbe evitare di far entrare l'acqua in bocca poiché l'Escherichia coli è presente in grandi quantità – come abbiamo detto in precedenza - proprio nell'acqua di mare.

La cottura uccide il batterio
Per fortuna, la stragrande maggioranza dei sottotipi di Escherichia coli possono essere facilmente distrutti attraverso la cottura. Affinché sia efficace, però, la temperatura deve superare i 70 gradi per almeno un paio di minuti – secondo quanto suggerito dall’Agenzia per la sicurezza alimentare francese. D’altro canto, tutti gli alimenti che potrebbero essere infettati (compresa la carne cruda) potrebbero essere veicolo di diffusione batterica. Quindi se si toccano tali cibi bisogna successivamente lavarsi molto bene le mani e pulire tutte le superfici con cui il cibo è venuto a contatto. Infine, non bisogna utilizzare le stesse posate per manipolare alimenti crudi e cotti.