13 dicembre 2018
Aggiornato 00:00

Polmonite a Brescia, la curva epidemica sarebbe in lieve calo. I numeri del contagio e la legionella

L'Assessore al Welfare lombardo: stiamo facendo il possibile per fare chiarezza. Il sospetto e le morti per legionella
Acqua e polmonite
Acqua e polmonite (Yuri Samsonov | shutterstock.com)

BRESCIA – L’epidemia di polmonite, e le ipotesi di legionella, continuano a tenere banco sui media. E se sono ormai in tantissimi a essere preoccupati, l’assessore Gallera getta acqua sul fuoco: «Insieme alle ATS coinvolte, stiamo facendo tutto il possibile per fare chiarezza: dai risultati delle indagini fin qui eseguite mi sento di tranquillizzare tutti, i cittadini in primis, sul fatto che la curva epidemica appare in calo, il numero crescente di casi che stiamo fornendo rappresenta una fotografia dell’ultima settimana, frutto di indagini sempre più dettagliate». Questo quanto dichiarato dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, riferendo in Consiglio Regionale in merito ai casi di polmoniti registrati a Brescia e nell’alto mantovano.

Cosa è accaduto
L’assessore ha quindi ricostruito quanto successo negli ultimi giorni ricordando che, nel tardo pomeriggio di giovedì 6 settembre, il dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria dell’ATS Brescia è stato allertato per un accesso in numero superiore a quello atteso in analogo periodo (a partire dal 2 settembre) al Pronto Soccorso di Montichiari di persone che presentavano un quadro di polmonite. E’ stata pertanto immediatamente avviata un’indagine per identificare l’agente coinvolto e l’eventuale origine. «Da subito, stante i quadri clinici e di laboratorio, è stato escluso che si trattasse di un virus», ha spiegato Gallera, aggiungendo che «sono stati ricercati i possibili batteri interessati: legionella, pneumococco, coxiella, in quanto possibili agenti di polmoniti ‘di comunità’».

I numeri del contagio
In una nota la Regione Lombardia ha diffuso «i dati disponibili alle 20:00 di ieri. A partire dal 2 settembre sono stati registrati: 235 accessi in PS, il maggior numero nelle giornate di giovedì 6 e venerdì 7; 196 persone attualmente ricoverate; 12 persone hanno rifiutato ricovero o sono già dimesse; 2 decessi (1 con diagnosi accertata di legionellosi); 12 casi di legionella confermata (compreso il decesso). I casi clinicamente impegnati e ricoverati in reparti di terapia intensiva sono 9». I comuni maggiormente interessati (almeno con 5 casi) sono: Carpenedolo, Montichiari, Asola, Remedello, Calvisano, Acquafredda, Desenzano, Isorella e Visano.

Le conferme di legionella
Sempre la Regione ha spiegato che «le conferme per legionellosi dei 12 casi, che si sono concentrate il 10/9 (fino a lunedì mattina i casi confermati erano due), orientano ulteriormente l’indagine epidemiologica verso un cluster di legionellosi». «Prosegue pertanto la ricerca clinica sui singoli casi – ha continuato Gallera – per avere certezza dell’agente eziologico delle polmoniti nei ricoverati con l’attività delle ASST e le strutture di ricovero dei territori più coinvolti di ATS Brescia e ATS Valpadana (alto mantovano); e le azioni di emersione dei soggetti con quadri clinici di polmonite sia attraverso l’allerta ai PS che con la sensibilizzazione dei medici di Medicina generale e di continuità assistenziale».

I più colpiti dall’epidemia
I soggetti interessati sono prevalentemente maschi (circa 70%), anziani o con patologie che comportano immunodepressione, e/o fattori di rischio quali il fumo. Si stanno raccogliendo anche eventuali caratteristiche comuni come la frequentazione di ambienti, sia lavorativi che di svago o di attività commerciale; la partecipazione ad eventi, che siano suggestivi di un momento temporalmente definito (dopo il 20 agosto stante i periodi incubazione della legionella) in cui sia avvenuta una esposizione capace di provocare la malattia in un momento di tempo limitato. A oggi non sono emersi evidenze significative in tal senso. «Sono in corso specifiche azioni volte a identificare la fonte e le modalità di trasmissione del batterio», ha proseguito Gallera, sottolineando che «per quanto riguarda la rete di distribuzione dell’acqua potabile, sono stati convocati da subito i gestori degli impianti di distribuzione dell’acqua potabile per verificare eventuali interconnessioni delle reti tra i Comuni: tale evenienza è stata esclusa. Sono comunque stati effettuati campionamenti alla rete idrica (più di 50 punti campionati) e presso le abitazioni dei soggetti con diagnosi di legionellosi. Sono programmati campionamenti nelle torri di raffreddamento di insediamenti industriali della zona».

Vicino al fiume
Sempre la Regione Lombardia ha ricordato che tutti i Comuni interessati si trovano nei pressi del percorso del fiume Chiese: un’evidenza, unita al periodo di ‘secca’ dell’estate, e alla presenza di derivazioni per irrigazione dei campi, che viene tenuta in considerazione, anche se non trova particolari riscontri in letteratura scientifica, per non escludere anche eventi insoliti. Con il supporto di ARPA si stanno incrociando i dati delle precipitazioni temporalesche e dei venti, con quelle della curva di incidenza dei casi, in attesa degli esiti dei campionamenti delle torri e delle irrigazioni. I sindaci, subito convocati dall’ATS di Brescia, sono stati supportati nel fornire comunicazioni alla popolazione, sottolineando che non vi sono motivi di restrizione dell’uso alimentare dell’acqua. Le ATS e le ASST interessate si sono da subito coordinate per efficientare gli interventi per individuare la causa, in stretto raccordo con l’UO Prevenzione della DG Welfare che ha anche garantito il continuo raccordo con ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità.