22 settembre 2018
Aggiornato 03:00

Guarisce dalla leucemia a 8 anni. Ma non potrà andare a scuola per colpa dei No Vax

I No Vax potrebbero mettere a serio rischio la vita di un bambino di otto anni appena guarito dalla leucemia
Bimbo affetto da leucemia non potrà andare a scuola per colpa dei no vax
Bimbo affetto da leucemia non potrà andare a scuola per colpa dei no vax (nd3000 | Shutterstock)

Nessuno conosce il vero nome del piccolo guerriero di cui stiamo per parlarvi. Ha solo otto anni ma la sua vita è già stata fin troppo complicata. Ha dovuto sopportare una malattia potenzialmente mortale, cure devastanti come la chemioterapia e interventi medici pericolosi come il trapianto di midollo. Nonostante ciò, è riuscito a vincere la sua battaglia e ora è libero dalla malattia. Ma la sua vita non potrà essere come tutte le altre perché mercoledì, il giorno in cui inizierà la scuola, non potrà entrare in classe. Il motivo? Troppi bambini hanno rinunciato a vaccinarsi.

Una soluzione?
Il piccolo che ha sconfitto una malattia temibile come la leucemia, ora è pronto per andare a scuola. Ma non potrà andarci perché nell’Istituto in cui dovrebbe recarsi – nel Trevigiano – ci saranno ben cinque bambini non vaccinati. L’episodio è stato recentemente riportato da Il Gazzettino e denuncia, ancora una volta, il problema dei No Vax. Ma il direttore dell’ASL sembra essere pronto ad aiutare il bambino e la sua famiglia: «troveremo una soluzione».

Pericolo per la salute
Come ben si sa, le persone affette da malattie così gravi non possono essere vaccinate e, in più, hanno un sistema immunitario altamente compromesso a tal punto che rischiano sempre di contrarre malattie che per loro rappresentano un pericolo. Ecco perché i bambini come il piccolo che ha sconfitto la leucemia, dovrebbero trascorrere del tempo solo ed esclusivamente con persone vaccinate.

Il post su Facebook
Di questa amara storia ne ha parlato una dottoressa del Trevigiano su Fabook, la quale sembra conoscere molti dettagli della vicenda. «Sono stordita. Incontro un’amica pediatra. Eravamo assieme in macchina un anno fa quando da Padova arrivò la notizia. Il bimbo con la febbre alta da sei giorni aveva un bruttissimo emocromo - ha scritto Oriana Maschio, medico di famiglia — e si confermava la più terribile delle leucemie, il mostro che a noi medici fa venire i brividi : leucemia mielode acuta. Lei iniziò a piangere, chissà se ce l’avrebbe fatta. Oggi le chiedo del bambino che ora ha otto anni. «Bene!» mi risponde con un sorriso. «È stata dura ma ora sta meglio grazie al trapianto di midollo della sorellina di dieci anni. Ora, però c’è un altro problema: non possiamo mandarlo a scuola, ci sono cinque bambini non vaccinati nella sua classe e, vivendo in un paese non c’è alternativa, nell’altra classe ce ne sono altri tre».

Come si fa?
Certo, il problema è molto delicato. Da un lato è difficile pensare che la soluzione sia emarginare dalla scuola i bambini non vaccinati, dall’altro è giusto garantire una vita serena anche a questo bambino che ha combattuto ormai da troppo tempo. D’altro canto, Francesco Benazzi, direttore generale della Usl, ha dichiarato recentemente al Gazzettino che «bisogna rispettare la normativa nazionale, non possiamo escludere i bambini non vaccinati dalle elementari, il caso è delicato e occorre trovare la migliore soluzione con la massima disponibilità», conclude Benazzi.