25 marzo 2019
Aggiornato 00:30

Camu camu, il frutto che previene e combatte obesità, sovrappeso e malattie metaboliche

Ricercatori scoprono che un tipico frutto amazzonico è in grado di prevenire l’obesità, il sovrappeso e le malattie metaboliche anche se si mangia troppo o si segue una dieta ricca di zuccheri e grassi

Camu camu
Camu camu

Buone notizie per chi è in sovrappeso o obeso, o anche per chi vuole evitare di diventarlo. Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Université Laval e del Quebec Heart and Lung Institute Research Centre (Quebec – Canada) hanno scoperto che un frutto tipico dell’amazzonia, il Camu camu, è in grado di prevenire e combattere l’obesità e il sovrappeso – oltre alle malattie metaboliche – anche se si mangia tanto o soprattutto zuccheri e grassi.

Una miniera di vitamina C
La dott.ssa André Marette e colleghi hanno scoperto che la composizione chimica del camu camu è unica, in quanto contiene da 20 a 30 volte più vitamina C dei kiwi e 5 volte più polifenoli rispetto alle more – si legge in una nota dell’università. «««Abbiamo dimostrato in studi precedenti gli effetti benefici sulla salute delle bacche ricche di polifenoli – spiega André Marette, professore presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Laval e ricercatore principale per lo studio – Questo è ciò che ci ha dato l’idea di testare gli effetti del camu camu sull’obesità e sulle malattie metaboliche».

Lo studio
In questo nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Gut, il team di ricercatori ha alimentato due gruppi di topi con una dieta ricca di zuccheri e grassi per otto settimane. Ogni giorno al primo gruppo di topi veniva somministrato un estratto di camu camu, mentre all’altro gruppo no. Alla fine dell’esperimento, l’aumento di peso in topi trattati con camu camu era del 50% inferiore a quello osservato nei topi del gruppo di controllo ed era simile all’aumento di peso dei topi che consumano una dieta a basso contenuto di zuccheri e povera di grassi. Secondo i ricercatori, l’effetto antiobesità del camu camu può essere spiegato grazie a un aumento del metabolismo a riposo nei topi che hanno ricevuto l’estratto.

Migliora anche la tolleranza al glucosio
I ricercatori hanno anche scoperto che il camu camu ha migliorato la tolleranza al glucosio e la sensibilità all’insulina. In più, ha ridotto la concentrazione di endotossine del sangue e l’infiammazione metabolica. «Tutti questi cambiamenti sono stati accompagnati da un rimodellamento del microbiota intestinale, tra cui una fioritura di A. muciniphila e una significativa riduzione dei batteri Lactobacillus», spiega nella nota la dottoressa Marette. Il trapianto di microbiota intestinale dal gruppo camu camu a topi privi di batteri e privi di un microbiota intestinale ha temporaneamente riprodotto effetti metabolici simili. «Il camu camu esercita così i suoi effetti metabolici positivi, almeno in parte, attraverso la modulazione del microbiota intestinale», conclude la dott.ssa Marette. Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di esaminare se le bacche di camu camu producono gli stessi effetti metabolici nell’uomo. Al momento, il frutto è già in commercio sotto forma di estratto ed è venduto come tonico per combattere fatica e stress, per cui, secondo i ricercatori, la tossicità dell’estratto di frutta non dovrebbe costituire un problema.

Altri autori dello studio, oltre ad André Marette, sono Fernando Anhê, Renato Nachbar, Thibault Varin, Jocelyn Trottier, Stéphanie Dudonné, Mélanie Le Barz, Perrine Feutry, Geneviève Pilon, Olivier Barbier, Yves Desjardins e Denis Roy.