13 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Depressione: la stimolazione del nervo vago cambia la vita delle persone

Alcuni scienziati hanno voluto testare l’efficacia della stimolazione del nervo vago e hanno notato cambiamenti sopra ogni aspettativa nelle persone affette da depressione
La stimolazione del nervo vago contro la depressione
La stimolazione del nervo vago contro la depressione (Minerva Studio | Shutterstock)

Solo chi ha provato la depressione sa, davvero, quanto terribili possano diventare le proprie giornate. La patologia innesca un senso di forte oscurità, un tunnel da cui è impossibile uscire perché la luce non si intravede mai. Esistono farmaci in grado di tenere sotto controllo la depressione, ma sono molte le persone che presentano resistenza al trattamento. Ecco per cui molti scienziati stanno cercando soluzioni alternative per aiutare le persone affette da disturbi d’umore. E una delle soluzioni più promettenti sembra derivare dalla stimolazione del nervo vago. Ecco di cosa si tratta.

La neuro stimolazione
Non è insolito, per molti pazienti, non ottenere effetti benefici in seguito all’uso di farmaci. Questo accade perché esistono diversi tipi di depressione e tante cause che provocano la condizione. In alcuni casi ci si affida alla neuro stimolazione per ovviare al problema della mancanza di efficacia dei medicinali. E un nuovo tipo di neuro stimolazione è proprio quella che prevede la sollecitazione del nervo vago, conosciuta anche con il nome di tecnica VNS.

Come funziona
Durante la terapia basata sulla neuro stimolazione del nervo vago, il personale sanitario inserisce un dispositivo nel torace o nel collo del paziente. Il tutto non avviene in profondità ma appena sottocute. Tale dispositivo ha il compito di inviare impulsi elettrici a livello del nervo vago, un nervo che partendo dal cervello attraversa il collo per proseguire nel torace e nell’addome.

Lo studio
Seppur non si tratta di una tecnica mai sperimentata, alcuni scienziati della Washington University, coordinati dal dottor Conway hanno voluto valutare la reale efficacia della tecnica. Per farlo sono state prese in esame circa 600 persone con depressione resistente ai trattamenti convenzionali. Tutti loro avevano sperimentato l’utilizzo di almeno quattro tipi di farmaci senza ottenere nessun successo. Per essere più precisi 328 persone avevano deciso di provare la stimolazione del nervo vago e 271 erano utilizzati come gruppo di controllo, continuando a fare le terapie di routine. Tra queste la psicoterapia, la stimolazione magnetica transcranica e la terapia elettroconvulsiva.

I parametri presi in considerazione
Durante lo studio, il team di ricerca, ha preso in esame diversi (e essenziali) parametri per valutare i livelli di depressione: percezione della salute fisica, capacità di lavorare, capacità di andare in giro, alterazioni dell’umore, relazioni familiari, benessere generale e desiderio di fare attività ricreative. «Su circa 10 delle 14 misure, quelli che hanno eseguito una stimolazione del nervo vago erano nettamente migliorate. Affinché una persona sia considerata in grado di rispondere a una terapia depressiva, ha bisogno di sperimentare un calo del 50% nel suo punteggio di depressione standard. Ma abbiamo notato, aneddoticamente, che alcuni pazienti – dopo aver fatto la stimolazione - hanno riferito di sentirsi molto meglio anche se i loro punteggi stavano diminuendo del 34-40 percento», spiega Conway.

Cambio improvviso
Uno dei partecipanti allo studio spiega come è avvenuto il cambiamento – quasi improvviso – dopo aver eseguito la terapia. «Lentamente ma inesorabilmente, il mio umore si è illuminato. Sono passato dall'essere fondamentalmente catatonico a sentirmi un po’ depresso. Prima della stimolazione non ho mai voluto lasciare la mia casa. Era stressante andare al supermercato, non potevo concentrarmi a sedere e guardare un film con gli amici. Ma dopo averlo fatto la mia concentrazione è gradualmente tornata: potevo fare cose come leggere un libro, leggere il giornale, guardare uno spettacolo in televisione, e questo ha migliorato notevolmente la qualità della mia vita», racconta il paziente.

Riduce anche l’ansia
«Migliora la vigilanza e questo può ridurre l'ansia. E quando una persona si sente più vigile e più energica e ha una migliore capacità di portare a termine una routine quotidiana, i livelli di ansia e depressione diminuiscono. Molti pazienti assumono fino fino a tre, quattro o cinque farmaci antidepressivi e riescono a malapena a cavarsela, ma quando si aggiunge uno stimolatore del nervo vago, può davvero fare una grande differenza nella vita quotidiana delle persone», conclude Conway. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul The Journal of Clinical Psychiatry.