19 novembre 2019
Aggiornato 13:00
Morte per serratia marcescens

Neonato morto agli Spedali Civili di Brescia, indagati i medici della terapia intensiva neonatale

Dopo il decesso del neonato morto a causa del batterio Serratia marcescens contratto in ospedale, l'equipe medica del reparto di terapia intensiva neonatale è stata iscritta nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo

Neonato - Immagine rappresentativa
Neonato - Immagine rappresentativa Shutterstock

BRESCIA – A suscitato molto turbamento la notizia della «misteriosa» morte di un neonato, che si è poi scoperto essere a causa del batterio serratia marcescens contratto agli Spedali Civili di Brescia. Ora, si apprende che l’intera équipe medica del reparto di terapia intensiva neonatale degli Spedali Civili è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Nella nota della Procura di Brescia la decisione si attesta come un «un atto dovuto», che permette ai medici indagati di poter nominare un proprio consulente durante l’autopsia eseguita sul corpo del piccolo deceduto. L’accertamento della causa del decesso, come si apprende, è stata accertata a seguito della pratica necessaria – che tuttavia era in programma per i prossimi giorni. Questo ha permesso di accelerare i tempi di restituzione della salma alla famiglia, in modo che possano dare degna sepoltura al loro bimbo. All’autopsia non ha partecipato alcun consulente della famiglia.

Gli altri infettati
Nel frattempo la direzione degli Spedali Civili di Brescia fa sapere che il gemello del piccolo deceduto – anche lui colpito dall’infezione del batterio – resta ricoverato, così come altri cinque bimbi che necessitano ancora delle cure. Infine, per permette di bonificare gli ambienti ospedalieri dalla presenza del batterio «killer», è stata chiusa l’accettazione del reparto neonatale fino a data da destinarsi.

La Serratia marcescens
La Serratia marcescens è un batterio appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae. In questa famiglia si trovano specie batteriche gram-negative, asporigene e aerobie/anaerobie facoltative. Nonostante siano un genere di batteri piuttosto comuni e diffusi nell’ambiente, non fanno parte della flora batterica intestinale umana – come accade invece per molti altri batteri della famiglia Enterobacteriaceae. Nell’ambiente, il batterio Serratia si trova più comunemente nel suolo e nelle acque di scarico o superficiali. Ma lo si trova anche negli animali, negli insetti, sulle piante e nell’uomo stesso. A infettare con maggiore frequenza l’uomo è proprio la specie Serratia marcescens, che causa infezioni opportunistiche e nosocomiali – contratte appunto negli ospedali, che restano il principale fattore di rischio. Spesso l’infezione si contrae con l’uso di cateteri: sia per via urinaria che intraperitoneale e venosa. Anche le trasfusioni o l’uso di strumentazioni mediche possono essere veicolo d’infezione.

I sintomi dell’infezione da Serratia
Tra i principali sintomi delle infezioni da Serratia marcescens ci sono, febbre accompagnata spesso da brividi, shock settico o sepsi, insufficienza respiratoria, prurito, dolore ai reni, bruciore durante la minzione, mal di gola, congestione nasale e altri ancora. Se non trattata in tempo, l’infezione può essere causa di malattie anche gravi come meningite e relativa sepsi, polmonite, artrite, osteomielite, infezioni più o meno gravi del tratto urinario e respiratorio, endocardite.

Cure e trattamenti dell’infezione da Serratia
In genere le infezioni da Serratia, se riconosciute in tempo, sono trattate mediante terapia antibiotica. La prognosi può essere riservata in caso di pazienti immunodepressi o nel caso di neonati e bambini.