19 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

Un papiro di 2000 anni fa spiega cosa accade a una donna se non fa sesso a sufficienza

Un papiro antico decodificato dopo anni di ricerche, risulta essere un documento preziosissimo, probabilmente scritto da Galeno

Astinenza dal sesso: ne parla un papiro vecchio di 2000 anni fa
Astinenza dal sesso: ne parla un papiro vecchio di 2000 anni fa (Guryanov Andrey | Shutterstcok)

Recenti dati dicono che la maggior parte delle donne non sono soddisfatte dei rapporti sessuali che hanno con i loro partner. Ma cosa accade se, oltre a non fare l’amore in maniera piacevole, si riduce vistosamente il numero di sessioni di ginnastica da camera? Paradossalmente la risposta non arriva da un medico dei nostri tempi, ma di uno vissuto oltre duemila anni fa, il quale parlò in dettaglio dell’argomento in una pergamena risalente all’epoca degli antichi egizi.

Ecco cosa rischi se non fai abbastanza sesso
Secondo i medici vissuti migliaia di anni fa, le donne che non fanno abbastanza sesso potrebbero avere serie ripercussioni psicologiche. E questo, in parte, è facilmente intuibile. Tuttavia, a quei tempi si riteneva che le ragazze affamate di sesso – se non sfamate- diventassero isteriche.

Apnea isterica
Per la precisione, l’antico papiro – di origine greche - si riferisce a una condizione nota come apnea isterica, la quale si manifesterebbe nelle donne che non riescono a sfogare i propri impulsi sessuali. L'isterismo femminile era una diagnosi comune, anche nell’antico Egitto. Ma durò diversi anni anche all’epoca di Ippocrate – considerato il padre della medicina. Il documento ritrovato, invece, fu probabilmente redatto dal famosissimo medico romano Galeno. Ovvero il primo che comprese l’importanza del polso e del flusso di sangue per evidenziare alcuni tipi di malattie.

Apnea isterica
Il documento parla ampiamente dell’apnea isterica, tuttavia oggi tale malattia non viene più presa in considerazione. Durante questo atto di isterismo, si verificava un’apnea, ovvero la cessazione del flusso di aria all’interno dei polmoni. Questo accade, secondo quanto riportato sul papiro, perché l’utero si asciuga a casa della mancanza di rapporti sessuali, quindi l’organo si sposta alla ricerca di umidità entrando in contatto con il fegato e causando una sorta di soffocamento noto come apnea isterica. I greci descrissero una condizione simile nota con il nome di utero errante.

La cura? Il matrimonio
Quindi, l’unico modo per curare questa apnea isterica era quello di avere rapporti sessuali e, di conseguenza, sposarsi. Tra i vari sintomi che si accusavano, in seguito alla mancanza di rapporti sessuali, c’era anche l’insonnia, il desiderio sessuale e la tendenza a causare problemi. Solo in casi estremi, era necessario rinchiudere una donna in manicomio o sottoporla a isterectomia (asportazione dell’utero).

Il viaggio dell’utero
Anche nell’antica Grecia c’era la convinzione dell’utero viaggiante: in un dialogo di Platone (Timeo) l'utero di una donna veniva paragonato a una creatura vivente che vaga nel corpo di una donna, «bloccando passaggi, ostruendo il respiro e causando malattie». Condizioni sradicate dopo parecchi secoli.

Dove è stato trovato il papiro
«La maggior parte dei papiri sono documenti come lettere, contratti e ricevute. Questo è un testo letterario, tuttavia, ed è decisamente più prezioso», spiegano i ricercatori. C’è voluto parecchio tempo, però, per decodificare il papiro risalente a 2000 anni fa e gli esperti si sono avvalsi di un restauratore specializzato in modo da consentire la traduzione per la prima volta al mondo. L'esperto ha trovato diversi parallelismi con i famosi papiri dell'Arcidiocesi di Ravenna. «Presumiamo quindi che si tratti di un testo del medico romano Galeno, o di un commento sconosciuto sul suo lavoro. I papiri fanno tutti parte di un contesto più ampio. Le persone menzionate in un testo papiriano di Basilea possono apparire di nuovo in altri papiri, ospitati ad esempio a Strasburgo, Londra, Berlino o in altri luoghi. Sono le opportunità digitali che ci consentono di mettere insieme questi pezzi di mosaico per formare un quadro più ampio», spiega il dott. Huebner. Il papiro era da tempo conservato a Basilea, in Svizzera ed era dotato di scritte da entrambi i lati, come se fosse stato scritto in uno specchio. Questo aveva portato alla confusione decine di studiosi. Solo dopo aver ottenuto immagini a raggi ultravioletti e infrarossi si è potuto comprendere che non si trattava di un foglio singolo, ma di diversi strati di papiro incollati insieme.