23 ottobre 2018
Aggiornato 11:49

Ti ricordi qualcosa di quando eri piccolo? Secondo gli scienziati è una bugia della tua mente

Secondo alcuni ricercatori londinesi, i nostri primissimi ricordi non sono nient’altro che una bugia della nostra mente
I ricordi della tua infanzia sono reali?
I ricordi della tua infanzia sono reali? (Halfpoint | Shutterstock)

Qual è il tuo primo ricordo? Tutti noi riusciamo ad andare a ritroso nel tempo, scavando nei meandri della memoria. Alcuni hanno la possibilità di andare molto indietro e altri un po’ meno, ma qualunque individuo in salute deve avere un suo primo ricordo. Ed è proprio su questo che hanno indagato recentemente alcuni scienziati londinesi, giungendo alla conclusione che – con molto probabilità – il nostro primo ricordo è completamente falso. Ecco i dettagli dello studio pubblicati su Psychological Science.

Ricordi qualcosa che non puoi ricordare
In sostanza, secondo gli scienziati dell’Università di Londra, oltre il 40% delle persone ricorda eventi non potrebbero essere ricordati. Semplicemente perché, probabilmente, non sono mai avvenuti. La scienza, infatti, asserisce che l’abilità della memorizzazione – intesa come ricordo – non può formarsi prima dei tre anni.

Memoria falda
I ricercatori hanno preso in esame 6661 persone a cui è stato chiesto a quando risaliva il loro primo ricordo. Il 38,6% di loro ha affermato di ricordarsi alcuni eventi che sono accaduti intorno ai due anni, mentre 893 persone parlavano di fatti avvenuti all’età di un anno (o prima). Come potrebbe succedere se in quell’età il nostro cervello non può archiviare nessun ricordo? «Fondamentalmente, la persona che le ricorda non sa che si tratta di finzione. Infatti, quando alle persone viene detto che i loro ricordi sono falsi spesso non ci credono. Quando abbiamo esaminato le risposte, abbiamo scoperto che molti di questi primi ricordi erano spesso legati all'infanzia, e un tipico esempio sarebbe un ricordo basato su una carrozzina», spiega Martin Conway, direttore del Centro per la memoria presso l’Università di Londra.

Da dove viene quel ricordo?
«Per queste persone, questo tipo di memoria potrebbe essere il risultato di qualcuno che ha detto qualcosa come «da piccola avevi una grande carrozzina verde», quindi la persona immagina come sarebbe stata. Nel tempo questi frammenti diventano quindi un ricordo e spesso la persona inizia ad aggiungere cose come una serie di giocattoli», continua Conway.

Archiviate nel cervello
I frammenti di memoria vengono immagazzinati dai neuroni del cervello, poi quando qualcosa li richiama emergono in qualità di ricordi. La loro funziona è stata evidenziata, per la prima volta, 10 anni fa da alcuni scienziati dell’Università della California, impiantando elettrodi nei pazienti affetti da epilessia. Tuttavia, pare che la funzione di archiviazione non funzioni allo stesso modo prima dei tre anni. Un po’ come se il nostro cervello avesse bisogno di avere a disposizione tante informazioni nuove e non ritenesse necessario immagazzinare ricordi futili.

Di cosa stanno parlando quelle persone?
«Suggeriamo che ciò che una persona ha in mente quando si richiama in maniera improbabile i primi ricordi è una rappresentazione mentale costituita da frammenti ricordati di esperienze precedenti e alcuni fatti o conoscenze su la loro infanzia. Inoltre, ulteriori dettagli possono essere dedotti o aggiunti in modo non cosciente, ad esempio che si indossava il pannolino quando si era in piedi nella culla. Queste rappresentazioni mentali a memoria episodica vengono, nel tempo, per essere vissute collettivamente quando vengono in mente e così per l'individuo sono semplicemente "ricordi" che puntano in particolare sull'infanzia», conclude Shazia Akhtar dell’Università di Bradford.