18 settembre 2018
Aggiornato 21:00

Farmaci usati come droga per migliorare la performance lavorativa

Sempre più persone si affidano alle smart drug per migliorare la performance lavorativa e scolastica
Smart drug usati per migliorare le prestazioni lavorative
Smart drug usati per migliorare le prestazioni lavorative (haryigit | Shutterstock)

Conduciamo tutti una vita frenetica, siamo impegnati in una costante corsa dove il vero traguardo non è il nostro benessere ma la nostra carriera. Per la società di oggi pare essere più importante l’apparire che l’essere e per vincere una sfida così, bisogna andare oltre i limiti umani. Ed è per questo che sta crescendo in maniera esponenziale l’utilizzo delle cosiddette smart drug. Ovvero delle droghe intelligenti che ci aiutano a essere più bravi in tutto: nello studio, nel lavoro e in tutte le prestazioni in cui sono coinvolte le abilità cerebrali. Ma i rischi per la salute e i problemi etici non mancano.

Studi meno ma rendi di più
La scienza ha fatto enormi progressi e la conoscenza, oramai, è applicabile a ogni ambito della nostra vita. Tutto ciò che facciamo – perfino cucinare – non è più arte, ma il frutto della conoscenza di complesse reazioni chimiche e fisiche. Per questo motivo dobbiamo imparare a essere esperti, e consapevoli, in ogni area lavorativa. Ciò significa che qualsiasi professione scegliamo, dobbiamo prendere l’abitudine di studiare e aggiornarci in maniera continua. Ma il tempo e il nostro fisico non sempre ce lo consentono. Per questo motivo ogni tanto abbiamo bisogno di un piccolo aiuto proveniente dalle smart drug.

Quante ne usiamo?
Un recente studio, pubblicato sull'International Journal of Drug Policy, e successivamente ripreso dalla rivista scientifica Nature, ha lanciato l’allarme per quanto concerne l’utilizzo delle smart drug. Durante un sondaggio, condotto in 15 nazioni al mondo, è emerso che almeno il 14% delle persone ha utilizzato le cosiddette droghe intelligenti almeno una volta nel 2017. Un tasso decisamente rilevante se si considera che nel 2015 si parlava del 5%. Ci sono poi luoghi come la Gran Bretagna, in cui il picco di crescita si attesta addirittura al 18%. Tali farmaci vengono utilizzati allo scopo di migliorare l’attenzione nello studio o aumentare la performance lavorativa.

Le sostanze sotto accusa
Tra le sostanze più gettonate ci sono quelle che vengono normalmente prescritte per il trattamento dei disturbi da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD). Ma non solo: si usano anche quelli per curare i disturbi del sonno, allo scopo di rendere al massimo in caso di turni notturni, e si arriva persino all’uso di farmaci illegali come la cocaina. «I partecipanti alla Global Drug Survey sono più propensi della popolazione generale ad essere interessati all'uso di droghe, il che potrebbe influenzare i risultati», spiega Larissa Maier, psicologa dell'Università della California, San Francisco. Tuttavia, sottolinea che percentuali simili di smart drug sono state osservate anche negli studi sulla popolazione generale, e ciò «suggerisce che i risultati dell'indagine siano particolarmente robusti. C'è un crescente uso legato agli stili di vita di farmaci che potenziano le capacità cognitive da parte di persone sane. Il ché solleva non poche preoccupazioni etiche», conclude ad Ansa Barbara Sahakian, neuroscienziata dell'Università di Cambridge.