28 settembre 2022
Aggiornato 20:00
Ricerca contro il cancro

Un farmaco perfetto per distruggere il cancro? Alcuni scienziati (forse) lo hanno trovato

Un team internazionale di scienziati sembra aver trovato un metodo per bloccare la motilità delle cellule cancerose evitando la formazione delle metastasi

Un farmaco che blocca lo sviluppo delle metastasi
Un farmaco che blocca lo sviluppo delle metastasi Foto: Shutterstock

La percentuale dei malati di cancro sta diventando allarmante, per questo motivo abbiamo l’esigenza di ottenere al più presto cure che funzionino e che, soprattutto, possano essere meno devastanti della chemioterapia. Ovvero terapie che possano essere efficaci senza dover distruggere le cellule sane. Ciò che per ora sappiamo è che più le cellule tumorali si diffondono nel corpo, più diventa problematico eliminarle. Per questo motivo una corretta strategia potrebbe essere quella di bloccare il movimento cellulare. Ed è proprio su questo concetto che si fondano le basi di un farmaco che potrebbe diventare la soluzione perfetta per distruggere il cancro.

Più motilità più pericolo
Il pericolo principale rappresentato dalle cellule cancerose è quello della motilità, ovvero della capacità del cancro di diffondersi nel resto del corpo e formare metastasi. Per questo motivo alcuni scienziati provenienti da ben sei università (tra cui l'Oregon Health and Science University (OHSU) di Portland, la Xiamen University in Cina, l'Università di Chicago nell'Illinois e la Northwestern University di Evanston) - hanno trascorso anni alla ricerca di un farmaco che inibisse il movimento delle cellule tumorali. E, forse, sembrano averlo trovato.

Prima rilevano il cancro meglio è
«Per la stragrande maggioranza dei tumori - seno, prostata, polmone, colon e altri - se vengono rilevati precocemente quando sono ancora noduli in un organo e non si sono diffusi, tu vivrai. E in generale, se lo trovi tardi, dopo che si è diffuso in tutto il corpo, morirai. Il movimento è la chiave», spiega il dottor Raymond Bergan, dell'OHSU. «La differenza è come il bianco e il nero, la notte e il giorno: se le cellule tumorali si diffondono nel tuo corpo, ti toglieranno la vita».

Il primo farmaco
Già nel 2011, il team del dottor Bergan aveva dato vita a un farmaco denominato KBU2046. Questo si era dimostrato efficace nell’inibire la motilità in modelli di cellule umane di cancro al seno, alla prostata, ai polmoni e al colon in vitro. Il medicinale attaccava in maniera mirata solo le cellule malate. Ora, però, grazie ai ricercatori guidati Karl Scheidt della Northwestern University, è stato possibile realizzare nuove molecole che rendono il progetto inziale ancora più interessante e completo.

Un indizio dalla natura
«Abbiamo preso un indizio fornito dalla natura e attraverso il potere della chimica abbiamo creato un modo completamente nuovo per controllare potenzialmente la diffusione del cancro. È stata un'esperienza davvero gratificante lavorare insieme come squadra per aiutare i malati di cancro. Abbiamo iniziato con una sostanza chimica che impediva alle cellule di muoversi, quindi abbiamo progressivamente perfezionato quella sostanza chimica fino a quando non è stata in grado di fare un lavoro perfetto per fermare le cellule senza effetti collaterali. Tutti i farmaci hanno effetti collaterali ovviamente, quindi cerchi il farmaco il più specifico possibile. Questo farmaco lo fa», racconta Scheidt.

Come funziona il farmaco
La nuova versione di KBU2046 interagisce con le proteine ​​heat shock (HSP), si tratta di composti che svolgono un ruolo essenziale nella funzione cellulare ed evitano che le cellule si degradino. In questo caso la formulazione del farmaco fa sì che venga influenzata in modo specifico l’azione delle proteine al fine da evitare la motilità cellulare. «Il modo in cui il farmaco funziona è che si lega a queste proteine ​​ per fermare il movimento cellulare, ma non ha altri effetti su quelle proteine», spiega Bergan. Ciò significa che, in due parole, questo potrebbe essere uno dei trattamenti migliori contro il cancro che sia in grado di bloccare lo sviluppo delle metastasi. Ma gli scienziati non hanno mai avuto vita facile, specie per quando riguarda i fondi per la ricerca. «Inizialmente, nessuno ci finanziava: stavamo esaminando un modo completamente diverso di trattare il cancro. Prevenire la malattia dello stadio avanzato», ora però le cose sono diverse e i loro risultati rappresentano una delle migliori strategie contro il cancro.

Gli studi sull’uomo
Il farmaco non è ancora stato testato sull’essere umano: per farlo occorreranno circa cinque milioni di dollari. «L'eventuale promessa di questa ricerca è che stiamo lavorando per lo sviluppo di una terapia che possa aiutare a gestire la malattia in fase iniziale, impedendo ai pazienti di contrarre la malattia più incurabile dello stadio successivo», ha dichiarato Ryan Gordon, dell'OHSU. «Abbiamo usato la chimica per sondare la biologia per darci un farmaco perfetto che inibirebbe solo il movimento delle cellule tumorali e non farebbe nient'altro. Questo cambiamento di base nella logica ci ha portato a fare tutto ciò che siamo riusciti a realizzare fino a ora», concludono gli scienziati.