15 dicembre 2018
Aggiornato 15:00

Arriva l’insulina in pillole che cambierà la vita dei pazienti diabetici

I pazienti diabetici potranno dire addio alle dolorose iniezioni di insulina: presto potremmo a vere a disposizione l’insulina in pillole

Presto l'insulina in pillole?
Presto l'insulina in pillole? (Syda product | Shutterstock)

La vita di chi deve convivere con una malattia cronica non è per niente semplice. Se poi si tratta di pazienti diabetici (di tipo 1) le cose si complicano – e non di poco.  Tutti sappiamo, infatti, che per contenere i livelli di zuccheri in maniera adeguata le persone che vivono con tale condizione possono vedersi costrette a fare dolorose iniezioni di insulina. Ma un recente studio potrebbe finalmente cambiare la sorte dei milioni di individui affetti da diabete. Ecco di cosa si tratta.

Addio punture
Grazie agli scienziati della Harvard John A. Paulson School of Engineering e Applied Sciences, i pazienti diabetici potrebbero dire addio per sempre alle dolorose punture di insulina. Si tratta di un ormone che l’organismo delle persone affette da tale condizione non è in grado di produrre da solo o nella corretta quantità. Ecco il motivo per cui – per poter sopravvivere – alcuni individui devono fare addirittura due iniezioni al giorno. Ma grazie alla nuova scoperta dei ricercatori, finalmente si potrà passare a dei normalissimi farmaci in pillole.

Somministrazione orale
Somministrazione orale al posto delle iniezioni: dovendo scegliere probabilmente nessuno esisterebbe per passare alla prima opzione. E infatti, gli scienziati statunitensi hanno trovato una cura rivoluzionaria che potrebbe modificare radicalmente il modo in cui vengono mantenuti i corretti livelli di zucchero nel sangue.

Mai più fobia degli aghi
L’insulina in pillole potrebbe, perciò, migliorare notevolmente la vita delle persone affette da diabete di tipo 1 e perfezionare le cure nelle persone che presentano una vera e propria fobia per gli aghi. Queste, infatti, spesso non riescono neppure a iniziare o continuare a causa dell’intenso dolore o timore. «Molte persone non riescono ad aderire correttamente alla terapia a causa del dolore, della fobia degli aghi e dell'interferenza del trattamento con le normali attività. Ma le conseguenze dello scarso controllo glicemico possono portare a seri problemi di salute», spiega Samir Mitragotri, professore di bioingegneria e autore dello studio.

Una nuova formulazione
Sono decine di anni che gli scienziati cercano di trovare un metodo per rendere disponibile l’insulina in modi alternativi. Ma finora tutti i tentativi sono stati vani. La proteina, infatti, non è in grado di resistere quando si scontra con gli acidi dello stomaco. Ciò significa che l’intestino non è in grado di assorbirla e svolgere correttamente la sua funzione. Ma gli scienziati sono riusciti a ovviare al problema: trasportare l’insulina per mezzo di un liquido ionico formato da colina e acido geranico inseriti in una capsula resistente all’acido. «Una volta ingerita, l'insulina deve percorrere un impegnativo percorso ad ostacoli prima che possa essere efficacemente assorbita nel flusso sanguigno. Il nostro approccio è come un coltellino svizzero, dove una pillola ha gli strumenti per affrontare ciascuno degli ostacoli che si incontrano», continua Mitragotri, che è anche membro del Core Faculty presso il Wyss Institute for Biologically Inspired Engineering di Harvard.

Ottima stabilità
«Quando una molecola proteica come l'insulina entra nell'intestino, ci sono molti enzimi la cui funzione è quella di degradare le proteine ​​in amminoacidi più piccoli», ha dichiarato la co-autrice dello studio Amrita Banerjee. «Ma l'insulina di origine ionica liquida rimane stabile».

Il sacro graal dei farmaci
«È stato il sacro graal del rilascio di farmaci sviluppare modi per somministrare proteine ​​e peptidi come l'insulina per via orale, invece dell'iniezione. Questo studio mostra risultati notevoli in cui l'insulina somministrata per via orale in combinazione con un liquido ionico funziona bene come un'iniezione convenzionale. Le implicazioni di questo lavoro in medicina potrebbero essere enormi, se i risultati possono essere tradotti in pillole che somministrano in modo sicuro ed efficace l'insulina e altri farmaci peptidici agli esseri umani», ha commentato Mark Prausnitz, professore di Regents e J. Erskine Love, Jr. Chair in Ingegneria chimica e biomolecolare al Georgia Institute of Technology. Prausnitz.

Facile da usare e da conservare
La formulazione ideata dai ricercatori statunitensi è totalmente biocompatibile, facile da usare, da produrre e persino da conservare: può resistere ben due mesi a temperatura ambiente. Un tempo elevatissimo se confrontato con le iniezioni di insulina. Purtroppo, le pillole non sono ancora presenti sul mercato ma se gli ulteriori test ne confermeranno l’efficacia presto chiunque ne avrà necessità potrà avere a disposizione il nuovo farmaco. Anche l’approvazione dovrebbe essere semplice da ottenere perché gli ingredienti principali, ovvero l’acido geranico e la colina – sono stati già considerati sicuri dalla Food and Drug Administration. I risultati dello studio, finanziato dal National Institutes of Health e del National Science Foundation, sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Fonti scientifiche

[1]  Delivering insulin in a pill -  Technique could replace daily injections for diabetics -Harvard John A. Paulson School of Engineering e Applied Sciences