16 novembre 2018
Aggiornato 06:00

Donna affetta da una cecità insolita: i suoi occhi vedono solo ciò che si muove

Una donna diventata cieca a causa di una malattia, riesce di nuovo a vedere – ma solo gli oggetti che si muovono. Ecco perchè
Donna cieca può vedere gli oggetti in movimento
Donna cieca può vedere gli oggetti in movimento (Fresnel | Shutterstock)

Una forma di cecità decisamente bizzarra e sconosciuta quella che è capitata a Milena Canning. Lei è totalmente cieca come molte altre persone nella sua condizione. Ma quando un oggetto è in movimento accade qualcosa di strano: recupera immediatamente parte della vista. Visione che svanisce non appena l’oggetto si ferma. La donna, di origini scozzesi, oggi ha 48 anni e non è nata cieca. Ha cominciato a non vedere più a 18 anni, in seguito a una grave infezione respiratoria che le ha provocato uno stato di coma. Ecco i dettaglia della sua storia.

Cosa è accaduto alla sua vista?
Tutto è cominciato a seguito dell’infezione respiratoria. Una patologia grave a tal punto da averla portata in coma. Al suo risveglio, purtroppo, non vedeva più niente. Ma sei mesi dopo è accaduto un fatto piuttosto strano: ha visto dei riflessi scintillanti da un sacchetto regalo. Lei li percepiva come una sorta di mini fuochi d’artificio.

Le visite
Con il tempo la donna ha cominciato a capire che c’erano alcuni momenti in cui poteva di nuovo vedere, anche se non in maniera ottimale. Per questo motivo ha chiesto, due anni dopo l'incidente, un consulto all’oftalmologo Gordon Dutton di Glasgow iniziale. Anche lui ha potuto constatare che la donna poteva vedere un braccio in movimento e distinguerne più o meno i colori. «Riesce a vedere l'acqua piovana che scorre giù da una finestra ma non riesce a vedere attraverso di essa. «Quando sua figlia si allontana da lei, può vedere la coda di cavallo della ragazza muoversi da un lato all'altro ma non può vedere sua figlia, può vedere il movimento dell'acqua che scende nel buco del tappo ma non riesce a vedere il suo bambino nella vasca da bagno», scrisse Dutton in un articolo. Milena, inoltre, poteva vedere una palla rotolare verso di lei e prenderla come avrebbe fatto chiunque altro, oppure dire se la mano di una persona davanti a lei aveva il pollice in su o giù. Tuttavia, l’identificazione del colore non era precisa.

Ulteriori progressi
Il medico consigliò alla donna di usare una sedia a dondolo per migliorare la sua vista. Con il passare del tempo riuscì anche a vedere cosa c’era di fronte a lei muovendo la testa da un lato all’altro. Le sue condizioni, tuttavia, rimasero un vero e proprio mistero per Dutton. Per questo coinvolse il Brain and Mind Institute della Western University. Qui c’era un importante neuropsicologo di nome Jody Culham che, insieme a un team di ricercatori, ha eseguito diverse analisi cerebrali per comprendere lo strano caso.

Sindrome di Riddoch
Secondo gli scienziati, Milena potrebbe essere affetta da quella che viene chiamata sindrome di Riddoch. Il problema sembra presentarsi nelle persone che soffrono di lesioni del lobo occipitale, la regione cerebrale deputata alla visione. Esiste persino una patologia opposta denominata achinetopsia. In questo caso i pazienti possono vedere solo oggetti fermi.

Perché non vede bene?
«Le manca un pezzo di tessuto cerebrale delle dimensioni di una mela nella parte posteriore del suo cervello - quasi i suoi interi lobi occipitali. Nel caso di Milena, pensiamo che la "superstrada" per il sistema visivo abbia raggiunto un punto morto, ma piuttosto che chiudere tutto il suo sistema visivo, ha sviluppato alcune "strade secondarie" che potrebbero aggirare la superstrada per portare qualche visione - specialmente durante il movimento - verso altre parti del cervello», spiega Culham.

Plasticità cerebrale
In sintesi, la capacità di Milena di poter vedere gli oggetti in movimento è resa possibile grazie alla plasticità cerebrale che permette di ricablare il sistema al fine di fornire i corretti input. «Questo lavoro può essere la più ricca caratterizzazione mai condotta del sistema visivo di un singolo paziente, e ha mostrato questo recupero molto profondo della visione, basato sulla sua percezione del movimento. I pazienti come Milena ci danno un'idea di ciò che è possibile e, cosa ancora più importante, ci danno un'idea di quali funzioni visive e cognitive vanno d'accordo», conclude Culham. Il caso è stato recentemente riportato su Neuropsychologia.